Scuola
domenica 11 Ottobre, 2026
Il ministro Valditara a ilT sul consenso informato nelle scuole: «Polemiche infondate sull’educazione sessuale, i progetti proseguono»
di Redazione
Il ministro dell’Istruzione interviene dopo la sospensione in Trentino del progetto «Conoscere il consultorio» di Asuit, rivolto alle seconde superiori. La legge prevede il consenso preventivo delle famiglie per alcune attività extracurricolari
«Le polemiche sollevate sull’applicazione della legge relativa al consenso informato nelle scuole del Trentino sono del tutto prive di fondamento e rischiano di alimentare un allarmismo ingiustificato tra le famiglie». Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in una nota a ilT riflette sul caso trentino, dove l’applicazione della nuova normativa ha portato alla sospensione temporanea del progetto di educazione alla salute «Conoscere il consultorio», promosso dall’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (Asuit) e rivolto alle classi seconde delle scuole superiori.
Il percorso, inserito nel Piano provinciale di prevenzione, nell’ultimo anno scolastico ha coinvolto 54 istituti, pari al 94% delle scuole interessate, raggiungendo 5.180 studenti. Le attività sono state temporaneamente sospese in attesa di un confronto tra il Dipartimento di prevenzione di Asuit e il Dipartimento istruzione della Provincia, chiamati a individuare le modalità operative per applicare la legge 9 giugno 2026, n. 104.
La comunicazione inviata alle scuole dall’Azienda sanitaria ha precisato che le date già concordate con le ostetriche dei consultori non avrebbero potuto svolgersi in attesa di indicazioni chiare e condivise. Asuit ha espresso l’intenzione di riprendere il progetto non appena sussisteranno le condizioni normative e organizzative, sottolineando il valore delle attività di educazione alla salute e della collaborazione tra servizi sanitari e istituzioni scolastiche.
Nel suo intervento, Valditara distingue l’insegnamento curricolare dai progetti extracurricolari e chiarisce quali attività siano interessate dalle nuove disposizioni.
«È bene chiarire che, come previsto dalle Indicazioni nazionali, l’educazione sessuale in senso biologico nelle scuole ha carattere curricolare e il suo insegnamento è stato rafforzato estendendolo, nelle scuole secondarie di primo grado, alla conoscenza dei rischi delle malattie sessualmente trasmissibili», afferma il ministro.
Per quanto riguarda le attività aggiuntive, prosegue Valditara, «i progetti educativi extra curricolari continuano a essere approvati dalle istituzioni scolastiche». La nuova normativa prevede tuttavia specifici adempimenti per alcune tipologie di corsi: «Nei casi previsti dalla nuova normativa, in specie laddove si tratti di corsi sulla identità di genere, le scuole dovranno però informarne i genitori i quali sono chiamati ad esprimere il proprio consenso, con la possibilità di scegliere di non far partecipare i figli».
L’obiettivo indicato dal ministro è «garantire il coinvolgimento delle famiglie, la trasparenza e il rispetto della loro libertà di scelta». Valditara conclude contestando le ricostruzioni critiche della legge: «Ogni diversa ricostruzione è fuorviante e alimenta polemiche del tutto strumentali».
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