istruzione
sabato 10 Ottobre, 2026
Educazione sessuale, l’Azienda sanitaria blocca i corsi nelle scuole: «Ci dispiace, ma bisogna applicare la legge Valditara»
di Donatello Baldo
Scelta presa dopo l'invio della circolare dell’assessora Gerosa: «Già a luglio Asuit sapeva che sarebbe arrivata». Zanella (Pd): «Medioevo»
La mail è indirizzata a tutte le scuole superiori. Il titolo, l’oggetto, non lascia spazio a interpretazioni: «Progetto “Conoscere il consultorio” – sospensione temporanea delle attività». L’Azienda sanitaria provinciale (Asuit) interrompe uno dei suoi percorsi di educazione sessuale e affettiva a seguito della circolare «Gerosa», che – recependo la legge Valditara – introduce l’obbligo del consenso preventivo dei genitori per i corsi alle scuole medie e superiori (all’infanzia e alle elementari saranno proprio eliminati).
Il percorso «Conoscere il consultorio» rientra nel Piano provinciale di prevenzione ed è rivolto alle classi seconde delle superiori. Nell’ultimo anno scolastico sono stati coinvolti 54 istituti (il 94%), raggiungendo 5.180 studenti (il T di ieri), con risultati positivi. Ora, però, sarà tutto bloccato. «Gentili docenti referenti alla salute — inizia così la mail del Servizio di promozione della salute di Asuit— con la presente siamo a comunicarvi che si rende necessario temporaneamente l’erogazione del progetto “Conoscere il consultorio” nelle scuole secondarie di secondo grado. È attualmente in corso un confronto fra Dipartimento di Prevenzione di Asuit e Dipartimento Istruzione della Provincia, con l’obbligo di individuare modalità operative che consentano di dare piena e corretta applicazione alla legge 9 giugno 2026, n. 104 (ossia la legge che porta il nome del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, ndr), garantendo al contempo la continuità e la qualità degli interventi di educazione alla salute». Dunque, «in attesa che tale confronto possa portare a indicazioni chiare e condivise, tutte le date già concordate con le ostetriche dei consultori sono da considerarsi sospese e, pertanto, gli incontri programmati non potranno avere luogo». Asuit ci tiene a precisare che «siamo consapevoli del disagio che questa comunicazione può arrecare», lasciando intendere che c’è tutta la volontà di non interrompere la collaborazione con le scuole. «Ci dispiace sinceramente per questa necessaria sospensione e per le difficoltà organizzative che potrebbe comportare. Allo stesso tempo — si chiude così la mail — riteniamo importante sottolineare quanto “Conoscere il consultorio” rappresenti un progetto significativo nell’ambito dell’educazione alla salute e della promozione del benessere dei giovani, e quanto sia nostra intenzione poterlo riprendere non appena vi saranno le condizioni normative e organizzative per farlo. Ringraziandovi fin d’ora per la comprensione e per la collaborazione, ci auguriamo di poter riprendere quanto prima il percorso insieme, consapevoli del valore che le attività di educazione alla salute rivestono per le ragazze e i ragazzi e dell’importanza della collaborazione tra scuola e servizi sanitari».
L’eco della mail è arrivata fino in via Gilli e l’assessora provinciale all’istruzione Francesca Gerosa è intervenuta subito per fare alcune puntualizzazioni. «Il Dipartimento Istruzione — spiega in una nota stampa — ha inviato due circolari, una a tutte le scuole e una ad Asuit circa le modalità operative e gestionali di applicazione» della legge «Valditara». Afferma che «la professionalità e la rilevanza scientifica dei progetti proposti da Asuit non sono quindi mai state messe in discussione». E «già a luglio» era stato anticipato ad Asuit che «che la normativa avrebbe trovato applicazione in ambito provinciale». «Nelle circolari — prosegue — si fa poi uno specifico accenno al fatto che, in questa fase iniziale dell’anno scolastico, le istituzioni scolastiche e formative debbano effettuare una ricognizione delle attività già programmate e non ancora svolte, verificando quindi che siano garantiti i requisiti richiesti dalla legge affinché gli organi collegiali procedano all’eventuale conferma, modifica o integrazione della programmazione». Uno dei principali requisiti, però, è proprio l’obbligo del consenso delle famiglie, che rischia di pregiudicare l’erogazione dei corsi. «Preme ricordare — aggiunge Gerosa — che il decreto, diventato legge a giugno, era stato approvato dal Consiglio dei ministri più di un anno fa, e che già allora ne era stato dichiarato pubblicamente il sostegno. Alla luce dell’interpretazione del quadro normativo provinciale e statale, la legge è risultata direttamente applicabile nell’ambito del sistema educativo provinciale. Quindi, pur comprendendo il possibile momentaneo impatto organizzativo legato alla calendarizzazione delle attività, è altrettanto evidente che nessuna indicazione operativa si sarebbe potuta dare alle istituzioni scolastiche prima dell’approvazione della legge e dei dovuti approfondimenti, compresa l’analisi della circolare del ministro emanata il 23 settembre. Ciò detto — conclude — esprimiamo piena fiducia in Asuit che, forte dell’esperienza maturata negli anni e delle sue professionalità interne, saprà certamente proseguire nelle attività, anche attraverso la divulgazione alle famiglie dei materiali di riferimento».
Paolo Zanella (Pd) passa all’attacco: «Sono anni che vediamo una spinta regressiva sul tema delle pari opportunità e quanto si dovrebbe fare per prevenire la violenza di genere e promuovere relazioni paritarie». E poi aggiunge: «Ma l’assessore alla Salute che si riempie la bocca ogni tre per due di prevenzione su questo non ha nulla da dire? Con la violenza di genere in aumento, con le infezione sessualmente trasmissibili in crescita, l’unica preoccupazione in questo Paese e in un (fu) Trentino autonomo è quella di censurare chiunque parli di affettività e di sessualità? Solidarietà a ragazzi e ragazze, insegnanti e ostetriche di Asuit, che di fatto l’assessora sta mettendo sotto processo. L’inquisizione in stile Fratelli d’Italia è servita. Bentornato medioevo».
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