Trento

sabato 24 Ottobre, 2026

Distillano alcol in carcere, la polizia penitenziaria interviene e viene aggredita: quattro agenti in pronto soccorso

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È successo al carcere di Spini nella mattinata di oggi, sabato 24 ottobre: uno degli agenti ha trenta giorni di prognosi

Quattro agenti della Polizia penitenziaria sono stati accompagnati al pronto soccorso dopo un’aggressione avvenuta nella mattinata odierna all’interno della Casa circondariale di Trento. Secondo quanto riferito dalla segreteria regionale del SiNAPPe, uno degli operatori ha ricevuto una prima prognosi di 30 giorni, mentre per gli altri tre sono ancora in corso gli accertamenti clinici.

A ricostruire l’accaduto è il Sindacato nazionale autonomo di Polizia penitenziaria, che denuncia una situazione di crescente difficoltà per il personale in servizio nell’istituto trentino.

L’aggressione durante un controllo

Stando alla ricostruzione fornita dal sindacato, l’episodio si è verificato durante un controllo mattutino all’interno di una camera detentiva. Nel corso delle operazioni, gli agenti avrebbero rinvenuto della sostanza alcolica artigianale.

Il tentativo di sequestrare il liquido, che secondo la nota sindacale sarebbe stato probabilmente già consumato dal detenuto, un cittadino straniero, avrebbe provocato una violenta reazione. La situazione sarebbe rapidamente degenerata, coinvolgendo il personale penitenziario.

Il bilancio, secondo il SiNAPPe, è di quattro agenti feriti, tutti accompagnati al pronto soccorso per ricevere le cure necessarie.

«Personale allo stremo e organico insufficiente»

L’episodio riaccende il dibattito sulle condizioni di lavoro all’interno del carcere di Trento. Il sindacato segnala una carenza di personale ormai strutturale, che comporterebbe il ricorso quotidiano a un elevato numero di ore di lavoro straordinario.

A rendere il quadro ancora più critico, secondo la segreteria regionale, sarebbe l’assenza del comandante di reparto, una figura della quale si attenderebbe da giorni l’assegnazione.

Il SiNAPPe esprime solidarietà ai colleghi feriti e augura loro una pronta guarigione, denunciando le difficoltà che gli agenti sarebbero costretti ad affrontare nella gestione degli episodi di violenza.

La richiesta: taser e spray al peperoncino

Tra le richieste avanzate dal sindacato c’è la dotazione stabile di strumenti di autodifesa per gli agenti, tra cui il taser o dispositivi di dissuasione a nebulizzazione, come lo spray al peperoncino.

«La situazione all’interno del penitenziario di Trento è ormai strutturalmente insostenibile. Il personale è allo stremo, costretto a fronteggiare a mani nude gravi episodi di violenza alimentati dall’uso di alcolici autoprodotti dai reclusi», si legge nella dichiarazione diffusa dalla segreteria regionale.

Il sindacato chiede inoltre all’Amministrazione penitenziaria l’adozione di provvedimenti disciplinari nei confronti del detenuto ritenuto responsabile dell’aggressione e di chiunque si renda protagonista di comportamenti violenti.

«Non possiamo più tollerare che l’incolumità dei lavoratori venga sistematicamente messa a repentaglio», afferma il SiNAPPe, che annuncia l’intenzione di tutelare i diritti e la sicurezza degli agenti «in tutte le sedi opportune».

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