L'iniziativa

sabato 24 Ottobre, 2026

«C’è Angela?». Il nuovo linguaggio in codice per chiedere aiuto. In Trentino aderiscono già 50 esercizi commerciali

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Il progetto è promosso da «Not Alone». La presidente Zattoni: «In caso di pericolo possibile chiedere aiuto in bar e negozi»

Una frase apparentemente qualsiasi, rivolta a chi sta dietro il bancone: «Posso parlare con Angela?», oppure «Sto cercando Angela, è qui?». Angela non esiste: è il nome in codice con cui una persona che si sente in pericolo può chiedere aiuto senza farsi notare da chi la sta minacciando. È il cuore di «Chiedi di Angela», il progetto dell’Associazione «Not Alone Ets» approvato e finanziato dalla Provincia di Trento nell’ambito dei contributi per progetti annuali di promozione delle pari opportunità 2026. «L’obiettivo è costruire sul territorio una rete di punti sicuri», dice la presidente dell’associazione, Lucia Zattoni. Ieri il progetto è stato presentato all’Impact Hub, sono stati illustrati i dettagli, è stato fornito il materiale della campagna ed è stato spiegato come partecipare all’iniziativa.

Le adesioni
Al progetto hanno aderito già una cinquantina di realtà da Trento a Rovereto, dalla Valsugana alla Piana Rotaliana e val di Non.
È stato accolto da bar, ristoranti, alberghi. Ma anche da negozi, tabaccherie e librerie, oltre che da Comuni, Fondazioni e associazioni sparse in tutto il territorio. Questi sono riconoscibili da un adesivo esposto all’ingresso e il personale è formato a riconoscere una richiesta di aiuto e a gestirla.
«L’adesione è completamente gratuita e aperta a esercizi commerciali, associazioni ed enti del territorio», specifica la presidente. E per aderire «è sufficiente compilare il modulo online».

Come funziona
La procedura prevista per gli esercizi aderenti si articola in tre passaggi. Il primo è il riconoscimento discreto della richiesta: alla domanda su Angela, l’addetto risponde con naturalezza, per esempio «Certo, ti accompagno da lei», e «aiuta la persona ad allontanarsi da chi la sta mettendo a disagio», spiega la presidente. Il secondo passaggio è la messa in sicurezza, «accompagnandola in un’area riservata al personale o comunque in un punto sicuro». Infine, «si valuta insieme come procedere, rispettando la volontà di chi ha chiesto aiuto».
Le possibilità sono diverse: contattare una persona di fiducia, chiamare il 112 in caso di pericolo immediato oppure rivolgersi al 1522, il numero gratuito e anonimo antiviolenza e stalking, attivo 24 ore su 24. Non è previsto che il personale si sostituisca alle forze dell’ordine o ai servizi specializzati. Il suo compito è offrire «un primo punto di riferimento, creare uno spazio protetto e aiutare la persona a individuare il sostegno più adatto». La richiesta è del tutto animina, infatti alla persona in difficoltà non verrà chiesto alcun documento di identità e il personale.

Codice rosso
Il progetto si inserisce in un contesto in cui la violenza di genere continua a rappresentare un problema anche sul territorio provinciale. A parlare del fenomeno sono soprattutto i numeri: se il 2018 si era chiuso con 345 procedimenti aperti dalla Procura di Trento per casi di stalking, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e omicidi (tentati e consumati), nel 2022 i fascicoli erano aumentati di oltre cento. Erano infatti arrivati a 458 nell’arco di cinque anni (nel 2021 erano 398). E non c’è tregua. Nel 2023 sono stati 487 i procedimenti iscritti dalla Procura di Trento. Una piaga, i soprusi sulle donne e sulle fasce deboli, che sembra quindi ben lungi dall’essere sanata, nonostante i nuovi e più restrittivi strumenti a disposizione della legge.
Nel 2024, in Trentino, sono stati registrati 635 casi tra denunce e ammonimenti per violenza di genere. Quasi nove su dieci riguardavano donne. A questi numeri si aggiungono le molestie e le situazioni di rischio che non arrivano alle forze dell’ordine e restano sommerse. Episodi che possono condizionare la libertà quotidiana, fino a spingere ragazze e donne a rinunciare a uscire la sera o a frequentare determinati luoghi per paura di trovarsi in difficoltà.

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