Politica

giovedì 4 Giugno, 2026

Cittadinanza di comunità, a Trento Lega pronta all’ostruzionismo: «Atto inutile e giuridicamente forzato»

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Moranduzzo e Ioriatti: «I Comuni non hanno competenza di inventarsi surrogati onorari e patenti di appartenenza»

«In merito all’annunciato approdo in Consiglio comunale a Trento del provvedimento volto a istituire la cosiddetta “cittadinanza di comunità” per i minori stranieri privi di cittadinanza, noi consiglieri comunali della Lega esprimiamo una posizione di totale, netta e motivata contrarietà». Lo scrivono i consiglieri comunali Devid Moranduzzo e Loris Ioriatti dopo gli interventi sul T. «La nostra è una bocciatura che attiene esclusivamente al merito politico e amministrativo dell’atto, tenendo fermo e saldo il principio del rispetto istituzionale verso l’organo consiliare e verso i singoli membri che lo compongono».

«Noi esprimiamo il più totale, sincero e convinto rispetto per la presenza all’interno del Consiglio comunale di Trento dei colleghi con background migratorio, come Spartak Malaj, Xheik Shero e Kristofor Ceko. Le loro storie, i loro percorsi di studio, i loro traguardi professionali e il loro impegno civico al servizio della città sono la prova di come l’impegno individuale paghi sempre. La loro elezione democratica tra i banchi di Palazzo Thun è un fatto che rispettiamo profondamente. Tuttavia, il rispetto per le persone non può e non deve impedirci di esercitare il nostro ruolo di opposizione su un atto politico che riteniamo non solo inutile, ma giuridicamente forzato. La cittadinanza è un istituto cardine del nostro ordinamento, un legame giuridico e di appartenenza profondo regolato in modo esclusivo dalla legge dello Stato e gestito dal Ministero dell’Interno. Come consiglieri ribadiamo che i Comuni non hanno la competenza, né costituzionale né amministrativa, per inventarsi cittadinanze parallele, surrogati onorari o patenti di appartenenza locale».

«La vera integrazione è un percorso serio, impegnativo e, soprattutto, bilaterale. Si fonda su un equilibrio imprescindibile tra l’accesso ai diritti e il rigoroso adempimento dei doveri, a partire dal rispetto delle leggi, della civile convivenza e dell’identità del Paese ospitante. I problemi da risolvere e da discutere con urgenza in Comune sono ben altri, ed è su questi che la maggioranza dovrebbe concentrare le proprie energie».