Economia
mercoledì 13 Maggio, 2026
Chiusura del Brennero, Camere di commercio sul piede di guerra: «Troppi rischi e danni economici, la manifestazione va spostata altrove»
di Redazione
La protesta contro la manifestazione austriaca del prossimo 30 maggio: «È una delle date più trafficate dell'anno, a ridosso di diversi ponti e festività»
«Spostare» la manifestazione prevista per il prossimo 30 maggio in Austria ed evitare la conseguente chiusura dell’A22 all’altezza del Brennero. È la richiesta che le Camere di Commercio di Trento, Bolzano, Verona, Cremona-Mantova-Pavia e Modena hanno inoltrato al governo tirolese per prevenire importanti danni economici e ambientali in una delle date più trafficate dell’anno.
«Chiediamo che la manifestazione contro l’inquinamento venga spostata in un’area adiacente all’autostrada, in modo che questa possa rimanere scorrevole e priva di limitazioni – scrivono le Camere – Bloccare il Brennero è contrario al principio di libera circolazione delle persone e delle merci, un diritto fondamentale dell’Unione europea. Farlo in uno dei giorni più trafficati dell’anno aggrava ulteriormente le conseguenze, con ripercussioni che si faranno sentire in gran parte del Nord Italia: il 30 maggio cade a ridosso di importanti ponti. In Austria e Germania il 24 maggio e il 4 giugno si festeggiano rispettivamente Pentecoste e il Corpus Domini, in Italia il 2 giugno si celebra la Festa della Repubblica. Storicamente, i giorni precedenti e successivi a queste giornate registrano al Passo del Brennero alcuni dei picchi di traffico più alti dell’anno».
Fra le conseguenze del blocco, oltre al rilevante danno economico, secondo le Camere ci sarebbero anche «pericoli per la sicurezza dei viaggiatori e un «aumento certo dell’inquinamento» causati da congestione del traffico, blocco dei mezzi di soccorso e aumentata incidentalità. «Le conseguenze negative del blocco totale di otto ore dell’autostrada A13 in Tirolo non saranno limitate al 30 maggio, inizieranno molto prima e avranno strascichi per molti giorni successivi – affermano i presidenti delle Camere – Concordiamo che il diritto di manifestare sia inviolabile. Nondimeno, rimaniamo perentori nel sostenere che i rischi per la sicurezza e i danni causati dalla scelta del luogo e della data della manifestazione siano troppo alti».
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