Cronaca
martedì 12 Maggio, 2026
L’ultima, odiosa truffa: finti banchetti di beneficienza fuori dai supermercati. «Chiedono pochi euro, ma sul pos digitano una cifra molto più alta»
di Patrizia Rapposelli
I casi segnalati anche in Trentino, l'ultimo tre giorni fa a Levico
Un raggiro che si approfitta del buon cuore delle persone. Che sfrutta la beneficenza come esca e la distrazione come arma. Fa leva sulla generosità e spinge a versare soldi per fare del bene. E, purtroppo, c’è chi ancora ci casca. È accaduto tre giorni fa a Levico Terme, fuori dal supermercato Poli, dove una donna anziana è stata avvicinata da tre presunti volontari impegnati in una raccolta fondi per aiutare bambini disabili e non vedenti. Due uomini e una donna con tanto di pettorina onlus, probabilmente il logo contraffatto, sono riusciti a spillarle duemila euro. I sedicenti operatori, spacciatosi per un’associazione benefica, fermavano i clienti in ingresso e in uscita dal punto vendita in corso Centrale, chiedendo un contributo economico.
Una dinamica studiata nel dettaglio. Facevano una richiesta semplice. Una piccola donazione, appena cinque – dieci euro. Una cifra contenuta, sufficiente a non destare sospetti. Sul posto avevano allestito un banchetto: una classica postazione per la raccolta fondi. Un tavolino pieghevole con le bandierine sistemato in prossimità dell’ingresso. Un punto strategico, non casuale. Una zona che garantisce un flusso costante di persone. Un luogo ideale per intercettare i clienti, potenziali donatori, nell’arco di qualche ora. Poi, sopra al tavolino c’erano volantini e brochure con i riferimenti alla presunta onlus impegnata nel sostegno a bambini in difficoltà. Materiale informativo, loghi stampati e modulistica cartacea. Insomma, tutto quello necessario a rendere l’iniziativa più che credibile. E a un certo punto, tra il continuo via vai, i tre finti volontari hanno bloccato la vittima perfetta. La donna di cuore, vicina alle cause solidale che, nella fretta, non si è resa conto di cadere in una spregevole trappola. La signora attirata dalla raccolta fondi e dalle chiacchiere dei tre volontari si è fermata. Ha ascolto la richiesta e ha accettato in buona fede di contribuire, convinta di sostenere con pochi soldi, dieci euro, una causa solidale e di aiutare i bambini disabili. Invece, qualcosa è andato storto. Con un pos mobile, utilizzato per il pagamento online, i truffatori hanno digitato una somma molto più alta. Tant’è che l’importo finale ha raggiunto i duemila euro. La vittima, distratta, ha digitato il pin senza rendersene conto. Solo poi si è accorta di essere stata raggirata. A quel punto si è rivolta ai carabinieri della compagnia di Borgo Valsugana per fare la denuncia.
Sono in corso le indagini dei militari che hanno già individuato i tre presunti responsabili della truffa e cercano ulteriori elementi a carico. Un caso simile si è verificato in Friuli Venezia Giulia, nel territorio di Aurisina. Le raccomandazioni delle forze dell’ordine restano le stesse: diffidare dalle raccolte fondi improvvisate, soprattutto in contesti non autorizzate. Importante controllare sempre il display del pos prima di confermare il pagamento. E in caso di dubbi, avvisare il personale del supermercato e contattare il 112 se c’è l’incertezza di situazioni o persone sospette.