Cronaca

lunedì 11 Maggio, 2026

Bolzano: si fingono poliziotti al telefono, si introducono in casa e rubano gioielli a due sorelle anziane per 50mila euro

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Individuati dai Carabinieri di Bolzano due uomini accusati di truffa agli anziani con il metodo del falso agente. Decisivo il coordinamento con la Polizia Stradale

Si erano presentati come appartenenti alle forze dell’ordine, sostenendo di dover verificare beni preziosi nell’ambito di presunte indagini. Un raggiro studiato nei dettagli, che ha colpito due anziane sorelle residenti a Bolzano, una delle quali è stata derubata di gioielli e monili in oro per un valore di circa 50mila euro.

A chiudere rapidamente il cerchio attorno ai responsabili è stata la Compagnia Carabinieri di Bolzano, che al termine di un’articolata attività investigativa ha individuato e denunciato in stato di libertà due uomini ritenuti responsabili, in concorso, di truffa e tentata truffa aggravata ai danni di anziani.

L’indagine è partita dopo la richiesta di intervento arrivata alla stazione dei carabinieri del capoluogo altoatesino. Gli investigatori hanno ricostruito il modus operandi utilizzato dai malviventi, riconducibile alla nota truffa del “finto appartenente alle forze dell’ordine”.

Le vittime erano state contattate telefonicamente da un uomo che si era qualificato falsamente come operatore di polizia in servizio presso la Questura di Bolzano. Con tono rassicurante e facendo leva sulla paura, il falso agente aveva convinto le due donne a fornire informazioni e a preparare controlli sui propri beni preziosi, parlando di inesistenti attività investigative.

Nel corso della truffa, uno dei due uomini era riuscito a introdursi nell’abitazione di una delle sorelle, portando via diversi preziosi. Un secondo tentativo, messo in atto con modalità analoghe ai danni dell’altra donna, è però fallito grazie alla prontezza della vittima, che ha intuito qualcosa di anomalo e si è rifiutata di consegnare i beni richiesti.

Determinanti sono state le immediate attività investigative coordinate dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bolzano. Attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti sul territorio, i carabinieri sono riusciti a identificare l’auto utilizzata dai sospettati e a ricostruirne gli spostamenti.

Fondamentale si è rivelato anche il coordinamento tra le diverse forze di polizia a livello nazionale. L’autovettura sospetta è stata infatti intercettata lungo l’autostrada A1 dal personale della Polizia Stradale, che ha fermato i due occupanti e recuperato l’intera refurtiva, risultata riconducibile ai gioielli sottratti poche ore prima all’anziana bolzanina.

I preziosi sono stati sequestrati in attesa della restituzione alla legittima proprietaria, mentre i due uomini sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria competente.

Il comandante della Compagnia Carabinieri di Bolzano, il tenente colonnello Stefano Esposito Vangone, ha sottolineato come «l’esito dell’attività investigativa rappresenti il frutto della professionalità, della dedizione e del senso del dovere dei militari della Compagnia di Bolzano, che quotidianamente operano con competenza e spirito di servizio a tutela della collettività». Il comandante ha poi espresso «il più sincero apprezzamento per l’impegno profuso da tutti gli operatori coinvolti e per la collaborazione interforze che ha consentito di raggiungere un risultato significativo in tempi rapidi», assicurando che «l’Arma dei Carabinieri continuerà a mantenere altissima l’attenzione su questo tipo di fenomeni, intensificando anche le attività di prevenzione e sensibilizzazione a favore dei cittadini».

Profonda la gratitudine espressa anche dalle vittime, che hanno voluto ringraziare pubblicamente le forze dell’ordine. «Siamo incredibilmente grati per l’eccezionale e impressionante lavoro svolto dai Carabinieri di Bolzano, così come per la collaborazione tra le Forze dell’Ordine a livello statale» hanno dichiarato le due sorelle, ricordando come i militari siano intervenuti «la sera stessa in tempi rapidissimi, assistendoci con massima professionalità e disponibilità».

Le donne hanno poi sottolineato quanto sia facile cadere in questo tipo di raggiri: «Si tende a pensare di non poter mai diventare vittime di un simile inganno, ma la sicurezza e la familiarità dimostrate da veri professionisti sono sconvolgenti e, nel momento stesso, diventa molto difficile comprendere che si tratta di una semplice truffa». Un invito, infine, a mantenere alta l’attenzione: «Ci auguriamo che la conoscenza di tali episodi continui ad essere diffusa e che l’intenso lavoro dei Carabinieri nel sensibilizzare su questi rischi venga sempre più apprezzato».