Val Rendena
mercoledì 12 Agosto, 2026
Carisolo, concluse con successo le operazioni di disinfestazione per il caso di Dengue
di Redazione
Diffuse anche le buone pratiche per evitare la proliferazione delle zanzare
Si sono concluse con successo le operazioni di disinfestazione effettuate a scopo cautelativo a Carisolo dopo che un residente di rientro da un viaggio all’estero aveva manifestato sintomi riconducibili alla Dengue.
L’intervento – in accordo con le indicazioni del Ministero della salute in presenza di un caso di importazione – ha avuto l’obiettivo di eliminare le zanzare (in particolare tigre) nell’area circostante l’abitazione del contagiato per azzerare il remoto rischio che possano fungere da vettore e trasmettere il virus ad altre persone. Asuit a proposito ha rassicurato la popolazione e ringraziato i cittadini e l’Amministrazione comunale per la massima collaborazione dimostrata durante l’esecuzione dei trattamenti.
Le buone pratiche
Per prevenire la Dengue, oltre agli interventi straordinari di sanità pubblica, l’arma più efficace rimane la prevenzione quotidiana messa in campo dai singoli cittadini nelle proprie aree private. Si rende quindi necessario: evitare i ristagni d’acqua svuotando o eliminando i sottovasi, le vasche, i secchi, gli annaffiatoi e pulendo periodicamente le grondaie; l’utilizzo di prodotti larvicidi una volta a settimana per circa tre settimane; proteggersi dalle punture con repellenti cutanei e indossando abiti di colore chiaro che coprano braccia e gambe; l’utilizzo di zanzariere alle finestre.
Cos’è la Dengue
La Dengue è una malattia infettiva virale che si manifesta tipicamente con sintomi simili a quelli di una forte influenza: febbre, dolori muscolari e articolari, mal di testa. Nella maggior parte dei casi ha un decorso benigno che si risolve spontaneamente nell’arco di circa una settimana con le comuni terapie sintomatiche. È importante ricordare che non si trasmette da persona a persona ma viene veicolata unicamente dalla puntura di zanzara. Inoltre, è una malattia pressoché assente in Italia e in Trentino, i casi riscontrati sul territorio sono solitamente «importati» da persone che hanno contratto l’infezione durante viaggi in Paesi tropicali o subtropicali a rischio.
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