Ambiente
venerdì 7 Agosto, 2026
La Lombardia bussa alle porte e il Trentino apre le dighe: ecco cosa prevede il provvedimento per contrastare la siccità
di Redazione
I consorzi dovranno dimostrare di aver messo in atto tutte le misure possibili. Lo scopo è salvaguardare innanzitutto la fauna ittica
La Giunta provinciale di Trento ha approvato un provvedimento straordinario per affrontare la situazione di severità idrica che interessa il territorio. Su proposta dell’assessore all’urbanistica, energia, trasporti, sport e aree protette Mattia Gottardi, sarà possibile rimodulare temporaneamente il deflusso minimo vitale (Dmv) in alcuni corsi d’acqua, così da garantire maggiori disponibilità per l’irrigazione.
La misura arriva in risposta agli effetti delle ondate di calore, della scarsità di neve durante l’inverno e delle limitate precipitazioni registrate tra primavera ed estate, che hanno ridotto sensibilmente la disponibilità di risorsa idrica.
Chi potrà chiedere la deroga
La possibilità di ridurre temporaneamente il deflusso minimo riguarda i Consorzi di bonifica e i Consorzi di miglioramento fondiario dotati di opere di presa con sistemi di regolazione.
Per ottenere l’autorizzazione sarà necessario dimostrare di aver già adottato tutte le misure possibili per contenere i consumi d’acqua e presentare una relazione tecnica con i dati sulle portate disponibili, sul fabbisogno delle colture e sulle eventuali fonti alternative di approvvigionamento.
La riduzione del rilascio sarà consentita solo garantendo un flusso sufficiente alla tutela della fauna ittica. I consorzi dovranno inoltre monitorare costantemente lo stato del corso d’acqua e ripristinare immediatamente il deflusso ordinario qualora emergano criticità ambientali.
Le misure resteranno in vigore fino al ritorno a una situazione di bassa severità idrica e, comunque, non oltre il 30 settembre 2026.
Accordo per il bacino del Chiese
Nel corso della stessa seduta la Giunta ha approvato anche l’accordo con la Regione Lombardia per il rilascio di ulteriori volumi d’acqua nel bacino del Chiese durante le stagioni irrigue 2026 e 2027.
L’intesa prevede la possibilità di utilizzare fino a 10 milioni di metri cubi d’acqua per ciascuna stagione dagli invasi idroelettrici di Malga Bissina e Malga Boazzo, con l’obiettivo di sostenere il comparto agricolo delle province di Brescia e Mantova e gli utilizzatori delle acque del lago d’Idro.
Confermata l’allerta per la carenza d’acqua
L’Osservatorio delle Alpi Orientali ha confermato il livello medio di allerta per la potenziale carenza idrica nei bacini dell’Adige e del Brenta in Trentino-Alto Adige, mentre il Veneto è passato al livello alto. Resta elevata anche l’attenzione nel bacino del Po, dove confluiscono i fiumi Chiese e Sarca.
La Provincia rinnova infine l’invito a cittadini, aziende agricole e gestori a utilizzare l’acqua con attenzione, limitando i consumi non indispensabili, come l’irrigazione di giardini e aree verdi, il lavaggio di cortili e piazzali e quello privato delle automobili.
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