Gaza
giovedì 21 Maggio, 2026
Flotilla, tutti gli attivisti partiti da Israele: tra loro anche i trentini Ruggero Zeni e Ferdinando Bassetti
di Redazione
Sono decollati dall'aeroporto di Eilat con tre voli. Il ministero degli Esteri israeliano: «Non permetteremo alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza»
Tutti i partecipanti alla Flotilla, inclusi tutti i cittadini italiani fra cui gli attivisti trentini Ruggero Zeni e Ferdinando Bassetti, sono decollati dall’aeroporto di Eilat in Israele con tre voli charter Turkish. Lo rende noto la Farnesina e lo conferma il ministero degli Esteri israeliano in un comunicato stampa, spiegando che tutti gli attivisti della Global Sumud Flotilla sono stati «espulsi» dal territorio nazionale: «Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza», ha aggiunto il ministero.
«Per me è un momento difficile, è complicato anche solo ricordare quanto avvenuto. Gli israeliani sono arrivati alla nostra barca con tre motoscafi veloci militari armati di tutto punto, con un dispiego di forze impressionante», ha raccontato il deputato M5S Dario Carotenuto, che si trovava a bordo di una delle navi fermate dall’Idf. «Poi ci hanno costretto a salire sui loro gommoni e portato su una nave, dove ci hanno scaraventati a terra, bendati e legati. Io ho le ginocchia frantumate, ci hanno messo in posizioni scomodissime, come su di una balaustra di un centimetro, di traverso, con le mani legate, per poi tradurci su una nave-carcere. Ci hanno umiliati, facendoci spogliare per prendere freddo e poi per mandarci in un container, una panic room, dove, al buio, tre energumeni ci hanno picchiato gridando ‘Welcome to Israel’. Io ho preso un pugno nell’occhio e calci sulle gambe, lo stesso è stato fatto anche su ragazzini, donne e anziani, una cosa schifosa».
In mattinata, anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, a Trento per il Festival dell’Economia, era intervenuto sulla questione: «Non intendo commentare delle immagini che hanno scosso tutti, l’opinione pubblica, anche noi – ha dichiarato – Non possono vedere da parte nostra alcuna condivisione né alcuna giustificazione».
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