Gaza

mercoledì 20 Maggio, 2026

Flotilla, fra i 29 fermati dall’Idf gli attivisti trentini Ferdinando Bassetti e Ruggero Zeni

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A bordo anche il deputato M5S Dario Carotenuto e il giornalista Alessandro Mantovani. Tajani chiede chiarimenti

Sono 29 gli italiani della Flotilla per Gaza fermati ieri in mare; fra questi il deputato M5s Dario Carotenuto, il giornalista Alessandro Mantovani e gli attivisti trentini Ferdinando Bassetti e Ruggero Zeni. Le imbarcazioni su cui viaggiano dovevano giungere al porto di Ashdod, in Israele. Lo rende noto la Farnesina, sottolineando che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto «di verificare urgentemente l’uso della forza da parte delle autorità israeliane, che secondo quanto riferito dagli attivisti italiani avrebbero utilizzato proiettili di gomma contro le imbarcazioni della Flotilla».

«Le navi della marina militare israeliana stanno sparando proiettili, di cui non conosciamo la tipologia, non sappiamo se veri o di gomma»; a dirlo in una dichiarazione video è Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla. «Sei delle barche sono state colpite. Una di queste, la Girolama, batte bandiera italiana». Anche se i proiettili fossero di gomma, ha aggiunto, «è gravissimo. Stanno già compiendo un atto criminale, e ora aggiungono anche l’utilizzo delle armi». «L’occupazione israeliana – si legge sui social della Global Sumud Flotilla – ha nuovamente intercettato illegalmente e violentemente la nostra flotta internazionale di navi umanitarie e rapito i nostri volontari mentre intraprendevano una missione legittima per rompere l’assedio illegale su Gaza e aprire un corridoio umanitario. Gli Stati hanno l’obbligo di proteggere i propri cittadini. Gli Stati di bandiera sotto la cui giurisdizione sono registrate le nostre imbarcazioni hanno l’obbligo di proteggere tali navi e perseguire atti di pirateria nei loro tribunali. Siamo indignati dalla normalizzazione di queste violazioni del diritto marittimo internazionale e dal rapimento di civili pacifici in acque internazionali. Chiediamo il rilascio immediato dei nostri partecipanti, il passaggio sicuro di tutta la nostra flotta e la fine dell’assedio illegale di Gaza».

«Ancora violenza israeliana contro i volontari», si legge ancora sulla pagina Facebook degli attivisti. «Con le mani in alto, i partecipanti hanno implorato di non sparare. Questo è un attacco all’umanità. Ecco com’è l’apartheid: quando chi cerca di salvare vite viene incontro con i proiettili. Quando gli aiuti sono bloccati dalla brutalità. Quando il diritto internazionale viene fatto una beffa. Israele si vantava apertamente del fatto che avrebbero preso di mira in base alla razza. Non possiamo restare a guardare mentre questo è normalizzato».