Cronaca
mercoledì 8 Luglio, 2026
I regalini agli spacciatori più efficenti, la prova gratuita, la consegna a domicilio: ecco come funzionava la rete della droga in val di Sole
di Patrizia Rapposelli & Simone Casciano
L'operazione che ha portato a cinque arresti: tutti giovani, dai 19 ai 29 anni
C’era chi consegnava la droga a domicilio. Chi, per evitare di girare i contanti, si faceva lasciare una carta prepagata sulla quale gli acquirenti versavano di volta in volta il denaro. E c’era perfino un’auto «staffetta», incaricata di controllare la strada durante i viaggi di approvvigionamento — tra Trento nord e la valle del Noce — per segnalare l’eventuale presenza di forze dell’ordine. È questo il livello di organizzazione ricostruito dai militari dell’Arma nell’inchiesta che ieri all’alba ha portato all’esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip del Tribunale di Trento, agli arresti domiciliari e a una denuncia in stato di libertà. L’operazione, ridefinita «Miranda 2025» dai militari, è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Cles con l’impiego di una trentina di uomini e il supporto della compagnia di Trento, oltre il nucleo cinofili della Polizia Locale del capoluogo. E ha smantellato una fiorente rete di spaccio attiva tra la val di Sole, la val di Non e parte della Piana della Rotialiana.
Gli indagati
Quattro sono giovani solandri: due 19enni, un 20enne e un 29enne. Loro compravano la cocaina e l’hashish, la trasportavano, la detenevano e la vendevano nelle valli del Noce. E poi c’è un 25enne straniero domiciliato a Trento. Lui aveva un ruolo centrale. Era quello che dalla città riforniva gli altri quattro spacciatori. Uno dei principali fornitori della filiera di spaccio. Emulavano i narcos dei film. L’indagine coordinata dalla Procura di Trento, ha messo in luce come questi giovani abbiano trasformato lo spaccio in un’attività continua, strutturata e redditizia. Ora sono agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.
L’inchiesta
L’attività investigativa, diretta dalla Procura e condotta dal nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri nonesa, è iniziata nell’aprile del 2025. Tutto è partito da un controllo stradale a Dimaro Folgarida. In quell’occasione era stato arrestato in flagranza un giovane. Nella sua auto, una Nissan, erano stato trovati 40 grammi di marijuana confezionata in un unico involucro di cellophane. E, poi, in casa, oltre un etto di cocaina, in parte già suddiviso in dosi pronte per lo spaccio. Da lì si è sviluppata l’attività investigativa. Seguendo i loro canali preferenziali per gli approvvigionamenti, i militari sono arrivati all’identificazione del rifornitore, il 25enne: e infatti, prima di Halloween, in uno degli incontri per lo scambio, era stato tratto in arresto in Ville d’Anaunia unitamente ad uno degli spacciatori solandri, con il sequestro di quasi 15 panetti, da 100 grammi l’uno, di hashish, e 55 grammi di cocaina, quest’ultima già suddivisa in «palline». Dalle analisi poi effettuate sul quantitativo, sono risultate ricavabili oltre 27mila dosi. E così sono arrivati al sodalizio che gestiva lo spaccio locale.
Droga: consegne delivery
Gli inquirenti contestano 19 episodi di approvvigionamento e centinaia di cessioni di «coca» e hashish. Tra settembre e novembre gli indagati avrebbero effettuato continui viaggi a bordo di una Fiat Panda per rifornirsi dal fornitore a Roncafort. Le quantità acquistate non erano quelle del piccolo spaccio occasionale. In un primo episodio vengono contestati mezzo chilo di hashish e 50 grammi di «coca», in altri casi gli acquisti riguardano cinquanta o cento grammi per volta, oltre a ulteriori partite di sostanza stupefacente. In particolare, in un altro episodio erano stati comprati 100 grammi di cocaina al prezzo di tremila euro.
Un mercato solido che manco si è fermato dopo arresti, sequestri e perquisizioni. I giovani sono risultati competitivi e, a volte, anche tra loro rivali, ostentando disponibilità di soldi e di droga, nonché contendendosi la clientela di ragazzi locali ma anche turisti, al punto tale da «lanciare» vere e proprie iniziative di mercato: dalle modalità di taglio della cocaina alla «prova gratuita», dalle consegne a domicilio costituendo un vero e proprio delivery della cocaina al sistema di pagamento, come detto effettuato anche con carte prepagate lasciate allo spacciatore e su cui l’acquirente di volta in volta metteva la somma di denaro corrispondente al quantitativo richiesto, ovvero consegnando altre tipologie di beni tra cui un ciclomotore. Non solo, il gruppo utilizzava gli acquirenti più fidati, anche minorenni, per la massiva distribuzione della droga sfruttando le loro conoscenze in cambio di regali o trattamenti di favore.