Italia
sabato 25 Aprile, 2026
Delitto di Garlasco, tempi lunghi per l’eventuale revisione: ecco quali sono i prossimi passaggi
di Redazione
Intanto l'avvocato di Stasi si difende dalle accuse di influenzare l'opinione pubblica sul caso
La Procura generale di Milano studierà le carte dell’inchiesta di Pavia sul delitto di Garlasco e su Andrea Sempio e solo al termine di questa attività di approfondimento valuterà se chiedere ulteriori atti, prima di prendere la decisione se inoltrare o meno alla Corte d’appello di Brescia un’istanza di revisione del processo per Alberto Stasi. Lo ha detto ai giornalisti la procuratrice generale, Francesca Nanni, al termine dell’incontro di ieri con il procuratore di Pavia Fabio Napoleone e con l’avvocata generale di Milano Lucilla Tontodonati, durato circa 45 minuti. Fonti giudiziarie parlano di un atto «doveroso» all’interno dei rapporti fra Procura ordinaria e Procura generale, al fine di valutare se chiedere o meno la revisione del processo per l’omicidio di Chiara Poggi, che nel 2015 ha visto condannare in via definitiva l’ex fidanzato della 26enne, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco.
«Valuteremo se chiedere ulteriori atti – ha detto Nanni -, bisogna prima attentamente studiare le carte, non possiamo fare alcuna altra dichiarazione ai fini di un’eventuale revisione del processo, perché dobbiamo ovviamente prima studiare le carte. Non sarà uno studio né veloce, né facile». Secondo quanto riferito da Nanni, che fra i suoi compiti ha anche quello di vigilare sull’attività di tutte le procure ordinarie del distretto giudiziario di Milano, nelle prossime settimane il procuratore Napoleone manderà al «nostro ufficio» una «informativa» su quanto è stato fatto fino a oggi. La procuratrice generale Nanni non ha ancora letto alcun documento, informativa, consulenze e perizie dell’indagine su Andrea Sempio. Lo farà nelle prossime settimane, dopo l’invio da parte della Procura di Pavia del cospicuo materiale dell’inchiesta.
Il precedente
Solo in caso di via libera, la corte d’Appello di Brescia potrà a quel punto vagliare l’ammissibilità dell’istanza contro la condanna, e solo successivamente si potrà eventualmente fissare un’udienza in aula, per l’ammissione di nuove prove, e per la discussione.
Per la pm Francesca Nanni non si tratterebbe della prima volta. Quando ricopriva lo stesso incarico a Cagliari fu lei ad avviare la revisione del processo per la strage di Sinnai dell’8 gennaio del 1991: il caso si concluse con l’assoluzione per Beniamino Zuncheddu, che stava scontando una pena in carcere da 32 anni.
L’esposto contro l’avvocato di Stasi
«L’esposto contro di me è un’operazione spazzatura, volevano colpire come primo obiettivo Stasi», ha intanto detto Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi in merito all’esposto, presentato da una giornalista contro di lui e contro Alessandro Di Giuseppe de Le Iene secondo il quale avrebbero provato a orientare i contenuti mediatici delle nuove indagini sul caso. De Rensis ha parlato dell’esposto venerdì sera in diretta, ospite in studio a Ore 14 Sera, in onda su Rai 2. Secondo quanto emerso, nell’esposto ci sarebbero anche fotografie e contenuti audio dove la cronista annota presunte anomalie nel seguire una vicenda di «eccezionale esposizione mediatica». «I primi a doversi sentire offesi da questa operazione spazzatura sono i giornalisti italiani perché pensare che un uomo che vive nella provincia di Bologna possa orientare tutta la stampa italiana è un’offesa a tutti i giornalisti italiani», ha dichiarato De Rensis.