Cronaca
sabato 25 Aprile, 2026
Ammazzò i figli e li seppellì in giardino, Chiara Petrolini condannata a 24 anni
di Redazione
La condanna solo per la morte del secondogenito. Ma la Procura è pronta al ricorso
La Corte d’assise di Parma ha inflitto a Chiara Petrolini una pena complessiva di 24 anni e 3 mesi di carcere, oltre al pagamento delle spese processuali, al termine di una camera di consiglio durata più di tre ore. La 22enne di Traversetolo era sotto processo con l’accusa di aver causato la morte dei suoi due figli neonati, i cui corpi erano stati poi nascosti nel giardino della sua abitazione. I giudici l’hanno invece dichiarata non colpevole in relazione alla morte del primo figlio. Petrolini è stata anche condannata al risarcimento dei danni nei confronti dell’ex fidanzato Samuel Gramelli e dei genitori di lui, Cristian Gramelli e Sonia Canrossi.
Il procuratore di Parma, Alfonso D’Avino, a margine della sentenza ha annunciato una valutazione sull’opportunità di impugnare sul capo relativo al 2023: «Avevamo ritenuto provata la responsabilità dell’imputata anche per tale omicidio, sulla base della ricostruzione operata dal medico legale e dall’antropologa forense. La corte è stata di diverso avviso: valuteremo se impugnare», ha spiegato. Quanto alla pena, il procuratore ha sottolineato: «Non è una questione di soddisfazione. La pena irrogata è di poco inferiore a quella che avevamo richiesto. Noi stessi avevamo chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche in regime di equivalenza rispetto alle aggravanti, e su questo la corte ha deciso in conformità alla nostra impostazione».
Chiara Petrolini ha lasciato l’aula scortata dai carabinieri subito dopo la lettura del dispositivo. Tra il pubblico, i genitori della giovane sono scoppiati in lacrime. Tensioni si sono registrate tra il folto gruppo di amici della condannata e i giornalisti presenti, nei confronti dei quali sono stati indirizzati insulti. I carabinieri sono intervenuti per riportare la calma. Samuel Granelli ha lasciato l’aula senza rilasciare dichiarazioni sulla sentenza. Anche i genitori di Chiara sono usciti dal tribunale cercando di dribblare la folta schiera di cronisti. «Sono state solo parzialmente accolte le tesi della difesa», ha detto l’avvocato Nicola Tria, legale di Chiara Petrolini. Tria ha riconosciuto l’assoluzione per il primo omicidio contestato e la concessione delle attenuanti generiche, ma ha sottolineato come queste ultime non siano state riconosciute in misura di prevalenza, come la difesa aveva chiesto, così come era stata rigettata la richiesta di esclusione della premeditazione. Sul trattamento sanzionatorio, il legale non ha nascosto la propria posizione: «Per una vicenda come questa la pena avrebbe potuto e dovuto essere più mite, tenendo conto di molti fattori». Tria ha inoltre annunciato che la difesa non intende abbandonare il tema della patologia dell’imputata: «È quello di cui ho parlato molte volte, su cui non desisteremo». La difesa valuterà l’impugnazione dopo aver letto le motivazioni: «Dobbiamo capire il percorso argomentativo che sorregge la decisione».