Sanità

venerdì 24 Aprile, 2026

Blackout dei sistemi informatici nei pronto soccorso trentini, la Consulta: «Riduttivo parlare di guasti, Provincia e Asuit si assumano le responsabilità»

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La nota della presidente Viliotti: «Criticità non episodiche ma strutturali»

I problemi sono stati risolti, ma rimangono ancora troppo frequenti. Dopo il blackout del sistema informatico dei pronto soccorso trentini, la Consulta provinciale per la salute esprime le proprie preoccupazioni in una nota stampa diffusa a poche ore dalla risoluzione dei problemi, avvenuta nella notte fra giovedì 23 e venerdì 24 aprile.

«Un guasto di questo tipo, che impone rallentamenti nelle procedure di accettazione e nella gestione dei percorsi assistenziali, non può più essere considerato un episodio occasionale, ma si inserisce in una sequenza di criticità che da tempo segnala la fragilità dell’infrastruttura digitale sanitaria – si legge – Nell’ultimo anno si sono registrati il blocco della rete informatica dell’ospedale Santa Chiara con telefoni, accettazione e casse fuori uso, il caos al pronto soccorso di Trento con attese fino a dieci ore, e la sospensione dei punti prelievo in tutto il Trentino a causa del crash del software di laboratorio. Anche le fonti che hanno seguito più da vicino questi episodi parlano di criticità non episodiche ma strutturali, inserite in un contesto di disagio crescente dentro il sistema sanitario provinciale. Di fronte a questo quadro, non è più accettabile ridurre tutto alla formula burocratica del “guasto informatico”. Quando saltano i sistemi, si fermano prestazioni, si allungano le attese, si rimandano cittadini a casa e si scarica ancora una volta il peso dell’emergenza su chi lavora in prima linea, il problema non è solo tecnico: è organizzativo, gestionale e politico».

La Consulta esprime anche la sua solidarietà agli operatori dei pronto soccorso, sottolineando come le loro segnalazioni abbiano permesso la risoluzione dei problemi in tempi abbastanza rapido: «Chiediamo che Provincia e Azienda sanitaria si assumano fino in fondo le proprie responsabilità e presentino immediatamente un quadro pubblico e verificabile su cause, tempi, servizi coinvolti, procedure alternative attivate e misure strutturali già finanziate per evitare nuovi blackout – conclude la nota – Non bastano rassicurazioni generiche né lo scaricabarile sulle ditte fornitrici: serve una scelta chiara di governo, serve trasparenza e serve un piano straordinario di messa in sicurezza dei sistemi di sicurezza digitali».