L'iniziativa
giovedì 23 Aprile, 2026
Val di Cembra: 29 vignaioli si uniscono nel nuovo Comitato per valorizzare vino, territorio e muretti a secco
di Redazione
Produttori e distillatori fanno squadra in un think tank d'eccellenza: l'obiettivo è trasformare il paesaggio vitato e la viticoltura eroica in un volano turistico sinergico alle Dolomiti
Un think-thank che raccoglie 29 vignaioli e distillatori, tutti riuniti da un singolo obiettivo: valorizzare il vino, la promozione territoriale della Val di Cembra. Nei giorni scorsi, tutti i produttori di vino della valle si sono riuniti nel «Comitato Mostra Valle di Cembra», che si è rinnovato accogliendo al suo interno la quasi totalità delle cantine e distillerie del territorio, affiancate da una rete di volontari e istituzioni locali. In sostanza, i produttori si sono riuniti in un’assemblea composta da 29 membri e nata al termine di un percorso di formazione triennale promosso dall’Apt della Val di Cembra per favorire il dialogo, il confronto e la collaborazione tra operatori del settore.
Promuovere il territorio
L’idea di base è che il vino e il paesaggio della valle, caratterizzato dai terrazzamenti vitati possano diventare un volano per la promozione territoriale, completando così anche l’offerta turistica dolomitica della vicina Val di Fiemme. A guidare il gruppo, Nicola Zanotelli di Zanotelli Wines nel ruolo di presidente supportato da Mattia Clementi di Man Spumanti in qualità di vicepresidente e da un direttivo composto da Ezio Dallagiacoma di Cembra Cantina di Montagna, Mario Esposito di Corvée, Federico Paolazzi di Pietra di Confine, Martino Paolazzi di Distilleria Paolazzi, Sabina Pellegrini di Villa Corniole, Lorena Serafini di Tenuta Novei, Simone Tiefenthaler della neonata Cantina Tiefenthaler, affiancati da Vera Rossi, in rappresentanza dell’Associazione Turistica di cui è presidente, e da Michael Nicolodi, in rappresentanza del Comune di Cembra, di cui è consigliere.
«Tante cantine giovani»
«Un approccio assolutamente nuovo – spiega il presidente Nicola Zanotelli – che sta già dando interessanti frutti. Non è così scontato e diffuso che tutti i produttori di una zona si riuniscano intorno ad un tavolo per mettere a fattor comune idee, visioni, ambizioni ma siamo tutti consapevoli di quanto questo approccio possa davvero fare la differenza in questo momento». «Un vero e proprio fermento che va coltivato e sostenuto con adeguati strumenti – aggiunge la presidente dell’Apt Rossi –. Per questo abbiamo ritenuto fondamentale supportarne la nascita e gestione strutturandoci in maniera professionale, riunendo competenze specifiche in un team che lavorerà sia per l’Associazione Turistica che per il nuovo Comitato».
Le priorità del gruppo
L’obiettivo è ambizioso: creare un vero e proprio “think tank” per affrontare in maniera sinergica tutte le questioni strategiche che riguardano la valorizzazione del vino cembrano e la promozione territoriale, nella consapevolezza di quanto queste due anime siano, e debbano rimanere, profondamente connesse tra loro. Diverse le aree di intervento prioritarie. A partire dalla promozione, sia internamente che verso l’esterno, della assoluta unicità del territorio cembrano, anche attraverso l’individuazione di un vino simbolo che possa esprimere una identità territoriale condivisa e riconoscibile sui mercati e un lavoro di zonazione enologica, in collaborazione con la Fondazione Mach, per guidare le future scelte produttive degli agricoltori. Ma c’è anche lo sviluppo di una ricettività distintiva sfruttando le baite rurali dislocate tra i vigneti di montagna. Secondo il gruppo, la valle e le sue caratteristiche peculiari vanno conosciute e valorizzate al meglio, anche con cartellonistica che esalti i riconoscimenti ottenuti negli anni: Paesaggio Rurale Storico d’Italia, arte della costruzione dei muretti a secco Patrimonio immateriale Unesco, zona di viticoltura eroica.
Un altro obiettivo è rafforzare il coordinamento tra manifestazioni enologiche e il format Dolo-Vini-Miti che presenta tutti i presupposti per tradursi in un appuntamento di riferimento nel panorama locale, provinciale e nazionale. Infine, lavorare sul potenziamento dell’offerta ristorativa, fondamentale per completare l’esperienza turistica ma ancora carente in valle, e sullo sviluppo di servizi complementari di fruizione del territorio.