Rifiuti
lunedì 13 Aprile, 2026
Egato, dibattito sulla presidenza: Giacomo Redolfi conferma la disponibilità ma i sindaci frenano sulle regole
di Donatello Baldo
Clima teso nell’assemblea dell’Ente d'Ambito per la gestione dei rifiuti: tra polemiche sul metodo e il nodo dello statuto, la nomina del vertice slitta al 24 aprile
Fosse stato per la giunta, venerdì scorso l’assemblea di Egato, l’Ente che dovrà decidere il da farsi sull’inceneritore, avrebbe dovuto incontrarsi formalmente per scegliere il proprio presidente. Ma i delegati dei territori si sono indispettiti per il preavviso di soli pochi giorni e alla fine la riunione — per intercessione del capo del Consiglio delle Autonomie locali (Cal) Michele Cereghini — si è tenuta in via informale: per un confronto sulle regole, ancor prima che sul nome del presidente. C’era l’assessora provinciale Giulia Zanotelli e anche Cereghini che ha cercato di stemperare il clima carico di tensione: la fretta con cui la giunta avrebbe voluto eleggere il presidente era stata letta come un tentativo di blitz.
Autonomia e indipendenza
«Incomprensioni», avrebbe detto Zanotelli, tentando però di scaricare sul Cal il il qui pro quo. Ma Cereghini si è ben guardato dall’assumersi responsabilità: «Il Cal è altra cosa rispetto a Egato, che ha una sua assemblea sovrana».
Per decidere sul presidente, e qui Michele Cereghini voleva intendere che il Cal non dà alcuna indicazione; ma anche sulla questione della convocazione: Cereghini avrebbe spiegato ai delegati che lui sapeva per tempo della convocazione ma che non tocca al Cal informare i presidenti delle Comunità di Valle. Perché, ha ripetuto, Egato è un ente autonomo e indipendente. Come dev’essere, infatti. Insomma, il tema è quello delle regole, che con la scelta di partire senza uno statuto non sono molto chiare. Redolfi c’è Ma prima della questione delle regole, nell’assemblea si è affrontato il tema della presidenza. Da settimane si fa il nome di Giacomo Redolfi, sindaco di Mezzana, come candidato che avrebbe il via libera della giunta ma anche del sindaco di Trento Franco Ianeselli. Nome su cui qualcuno solleva dubbi per la vicinanza all’esecutivo provinciale. Sollecitato, ha preso la parola: «Davanti al Cal — avrebbe ammesso — ho dato la mia disponibilità». Che ha riaffermato venerdì, precisando però — per allontanare i dubbi sulla sua terzietà — che se eletto alla guida dell’Ente sarebbe «espressione dei territori e non di altre appartenenze». La riunione era informale, quindi avrebbe sottolineato che anche la sua candidatura è da intendersi come «non ufficializzata». Altre candidature non se ne sono palesate nell’incontro di due giorni fa.
Le regole
La decisione è comunque di non andare nemmeno alla prossima riunione all’elezione del presidente. «Prima si devono scrivere le regole», hanno detto tutti in assemblea. La prossima convocazione, per il 17 aprile, avrà allegata una bozza di regolamento, che sarà approvato e conterrà le indicazioni operative: entro il 22 aprile le candidature dovranno essere depositate e inviate alla presidenza della Provincia. Dovrà essere un componente dell’assemblea a indicarne un altro per quel ruolo. Poi sarà la seduta del 24 a eleggere il presidente. Il tema delle regole non sembra secondario, anche perché Egato non ha uno statuto. Che dovrà essere scritto e approvato dalle amministrazioni comunali. Non si è fatto prima, tra mille polemiche, e quindi si dovrà fare dopo. Serve tempo, però, mesi e mesi. Sembra che Egato potrà essere operativo non prima dell’autunno. E di inceneritore se ne parlerà quindi solo l’anno prossimo. «Anno elettorale», osserva qualcuno. E c’è il rischio che i tempi per le decisioni sull’impianto trentino siano rimandati alle proverbiali calende greche.
Polemica
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