Università e ricerca
lunedì 23 Febbraio, 2026
Trento contro le ondate di calore: ecco la mappa della città «a prova di clima» (progettata dall’ateneo)
di Redazione
Ecco i primi risultati del progetto di ricerca dell’Università di Trento: piazze e asfalto le zone più critiche, mentre verde e suoli permeabili salvano il microclima urbano. Domani l'incontro pubblico alla Fondazione Caritro
Quali sono gli angoli più freschi di Trento e quali, invece, diventano vere e proprie «isole di calore» durante l’estate? Rispondere a queste domande non è solo una curiosità statistica, ma una necessità per la pianificazione futura. Il progetto di ricerca post-dottorato «Rigenerazione urbana a prova di clima», condotto dal Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell’Università di Trento, ha analizzato il benessere climatico nel capoluogo, offrendo soluzioni concrete per una città più resiliente.
I primi dati della ricerca, curata da Anna Codemo insieme a Sara Favargiotti, Gianluca Maracchini e Rossano Albatici, saranno svelati domani, martedì 24 febbraio alle 15:00, presso la Sala Conferenze della Fondazione Caritro (via Calepina, 1), durante l’evento pubblico «Climate ready Trento».
Mappatura urbana: dove si concentra il caldo
Dall’analisi emerge una distinzione netta basata sui materiali e sull’urbanistica. Le zone più calde della città coincidono con le grandi piazze, i parcheggi e i principali assi viari. La causa principale è l’eccessiva cementificazione e asfaltatura, superfici che non drenano l’acqua e accumulano calore.
Al contrario, le temperature reali e percepite si abbassano drasticamente nelle aree con terreno permeabile, come i parchi e i giardini pubblici. Anche la vicinanza ai corsi d’acqua gioca un ruolo fondamentale nel mitigare il microclima, rendendo queste zone delle vere oasi di frescura urbana.
Metodologia: scienza e partecipazione
Il progetto non si è limitato a rilievi tecnici e simulazioni numeriche. Per comprendere il reale impatto del clima sui cittadini, i ricercatori hanno adottato pratiche partecipative come:
Camminate sensoriali per testare la percezione termica lungo i percorsi cittadini;
Sondaggi qualitativi somministrati a un campione della popolazione;
Monitoraggio urbano tramite sensori avanzati.
Progettare con la natura: le soluzioni per il futuro
I dati raccolti offrono linee guida preziose per chi amministra e progetta il territorio. Per rendere Trento più vivibile, la ricerca suggerisce di «progettare con la natura», implementando interventi mirati:
De-sigillazione del suolo: sostituire l’asfalto con pavimentazioni drenanti per favorire il deflusso dell’acqua piovana.
Verde strategico: piantumare alberi non in modo casuale, ma per garantire ombra e favorire il passaggio delle correnti d’aria fresca.
Facciate intelligenti: utilizzare intonaci chiari riflettenti o pareti verdi sugli edifici per ridurre l’assorbimento di calore.
L’incontro pubblico
L’appuntamento di domani non sarà solo una restituzione accademica, ma una discussione aperta sulla rigenerazione urbana. Accanto al caso studio di Trento, verranno presentate esperienze di rilievo nazionale e internazionale per stimolare un dialogo tra ricercatori, architetti e amministratori pubblici. L’ingresso è libero e gratuito.