La storia

sabato 25 Aprile, 2026

Taddei, la bottega di Levico che resiste da 106 anni. «Il segreto è il rapporto umano, l’online ci penalizza ma noi offriamo assistenza e fiducia»

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Dalla lavorazione dei bossoli nel dopoguerra alle bombole Gpl, fino ai casalinghi. Giuliano, il titolare ottantenne, svela la formula di un successo

Una storia lunga oltre un secolo, intrecciata con quella della comunità e capace di attraversare epoche e cambiamenti senza perdere la propria identità. La bottega «Taddei tutto per la casa» festeggia quest’anno i 106 anni di attività. Un traguardo che affonda le radici primo dopoguerra, quando Vittorio Taddei, rientrato dal fronte, avviò una bottega artigiana come ramiere, lattoniere, vetraio e idraulico. Dotato anche di uno spiccato senso artistico, si distingueva per la capacità di incidere e modellare i bossoli dei proiettili, trasformandoli in oggetti sia funzionali che ornamentali.

Nel 1939 fu tra i primi a introdurre in zona le bombole di Gpl Liquigas, che arrivavano in ferrovia, una novità importante per l’epoca. Accanto a questi comparvero anche i primi apparecchi a gas – stufe, fornelli, cucinette e scaldabagni – e gli impianti di illuminazione per le abitazioni ancora prive di elettricità. Di questi Vittorio Taddei seguiva direttamente anche l’installazione, la manutenzione e l’assistenza. A raccogliere questa importante eredità è stato il figlio Giuliano, cresciuto nella bottega tra scuola e lavoro. Dagli anni Sessanta ha progressivamente affiancato il padre, contribuendo allo sviluppo dell’attività. Nel tempo ha infatti ampliato l’offerta inserendo elettrodomestici, assistenza tecnica e, successivamente, articoli casalinghi e da regalo. Dopo la scomparsa improvvisa del padre nel 1973, è stato lui a portare avanti il negozio (e lo fa ancora a dispetto degli 80 anni compiuti), con il supporto della madre prima e della compagna Morena poi, mantenendo sempre un forte legame con la clientela.

Il negozio è sempre stato in via Garibaldi?
«Si, è sempre stato in via Garibaldi, anche se si è spostato tre volte rimanendo però nella stessa strada. All’inizio era nelle attuali cucine del ristorante Boivin, poi a metà via e infine nella sede attuale, al civico 66».

Lei quando è subentrato? Ha sempre lavorato qui?
«Sono subentrato negli anni Sessanta. Ho iniziato con mio padre come ramiere, vetraio e idraulico: è stato il mio primo e unico maestro. Poi il negozio si è trasformato seguendo le esigenze del mercato. Con il boom economico abbiamo inserito anche gli elettrodomestici e ho frequentato corsi di riparazione per offrire assistenza tecnica. Oggi questa parte è stata ridimensionata; mi dedico soprattutto al negozio nella sua gamma di casalinghi e mantengo tuttora il servizio del gas in bombole ed accessori vari per il loro utilizzo sia per casa che per campeggio, camper o grill e assistenza».

Cosa le piace del suo lavoro?
«Direi tutto. Se sono arrivato fin qui significa che c’è qualcosa che mi lega profondamente a quest’attività. È un lavoro vario, mai monotono, e questo è uno degli aspetti che apprezzo di più. Ma soprattutto è fatto di relazioni, il contatto continuo con le persone è ciò che lo rende speciale. È un modo per creare un rapporto umano che va oltre il semplice lavoro».

Ha già pensato al futuro del negozio?
«È difficile dirlo. Al momento non ci pensiamo. Finché c’è la salute continuiamo volentieri. Per me e la mia compagna Morena questo negozio è parte della nostra vita. È qualcosa che ci accompagna ogni giorno e che ci ha dato tanto. Poi, quando sarà il momento, vedremo cosa fare».

Come vive la concorrenza dell’online?
«È sicuramente una realtà che penalizza, soprattutto da dopo il periodo del Covid. C’è chi acquista online pensando di risparmiare o per comodità ma spesso si perde il valore del servizio che un negozio può offrire in termini di professionalità, assistenza e garanzia».

Che tipo di clientela avete oggi?
«Abbiamo una clientela molto varia: clienti affezionati locali e non. Ci sono poi parecchi turisti italiani e stranieri, molti dei quali tornano ogni anno e non mancano mai di farci visita. Inoltre, ci sono famiglie che hanno in zona la seconda casa e, ovviamente, i clienti occasionali».