Tribunale
mercoledì 11 Marzo, 2026
Si spaccia per manager, soggiorna in hotel di lusso e poi scappa senza pagare il conto: il truffatore seriale Fabrizio Alfonso Russo colpisce anche in Trentino
di Benedetta Centin
Il 48enne in meno di due anni ha raccolto più di sessanta denunce in tutta Italia: in val di Fassa fuggì da un quattro stelle senza saldare i tremila euro previsti
Nuova condanna, questa volta incassata dal tribunale di Trento, per il 48enne Fabrizio Alfonso Russo, noto come lo scroccone degli hotel di lusso, che spacciandosi per manager di multinazionali soggiornava gratis in strutture rinomate e poi fuggiva senza pagare il conto. In meno di due anni ha raccolto più di sessanta denunce in oltre venti province d’Italia, culminate nell’arresto in flagranza, avvenuto a giugno 2025. Russo, che faceva trasferte a sbafo, soprattutto nel nord Italia, non aveva disdegnato nemmeno il Trentino Alto Adige.
Soggiorno fassano gratis
A luglio 2022 era stato per una decina di giorni in un noto 4 stelle della val di Fassa con piscina, approfittando di tutti i servizi e comfort. Ma, come da suo copione, ha visto bene di andarsene di nascosto per non pagare il conto. La mattina che si è dileguato ha fatto credere di essere ancora in camera lasciando la chiave elettronica inserita nel dispositivo della stanza, così da avere il tempo di sparire, e non si è presentato a fare colazione. E ha evitato soprattutto la reception e l’ammontare da pagare per quella lussuosa vacanza. Un totale di 2680 euro, oltre a 320 di servizi extra, mai saldati, nonostante le telefonate e la email ricevute dai responsabili della struttura. Allora Russo aveva chiesto di intestare la fattura alla società Amazon Italia logistica srl — si era infatti presentato come top manager del colosso — ma nonostante i vari solleciti è rimasta insoluta. E a un certo punto ha smesso di rispondere ai creditori, rendendosi irreperibile. Ed è stato allora che l’hotel di San Giovanni di Fassa ha formalizzato denuncia querela. L’ennesima accumulata dal 48enne residente in Lombardia, a Seregno. E sempre per insolvenza fraudolenta, con tanto di recidiva visti i suoi precedenti specifici.
La condanna a 2 mesi
In tribunale a Trento Russo non si è mai presentato, nemmeno ieri, nonostante fosse attesa la sentenza. Il giudice Rocco Valeggia gli ha inflitto due mesi di reclusione (la Procura ne aveva sollecitati quattro), senza però riconoscergli la recidiva, e lo ha condannato a risarcire i danni materiali all’hotel fassano che si era costituito parte civile: 4mila euro (quanto l’ammontare richiesto dalla parte offesa) con in più ulteriori 3mila euro per le spese legali. Una condanna, quella a pagare, subito esecutiva. E chissà se almeno questa volta l’imputato metterà mano al portafogli. Il difensore, l’avvocata Claudia Salvador, aveva respinto l’ipotesi che ci fosse, da parte di Russo, un’intenzione preordinata di ingannare, di truffare l’hotel, sostenendo che non c’era prova di una eventuale premeditazione.
Colpì anche in Alto Adige
Russo, a giugno scorso, era stato anche arrestato: i carabinieri di Modena lo avevano prelevato mentre si trovava in una camera extra lusso di un hotel di Castelvetro. Secondo gli inquirenti nell’ultimo anno e mezzo aveva truffato centinaia di strutture alberghiere di alto livello, svuotando il frigobar di continuo e usufruendo di soggiorno e tutti i servizi. E capitava anche che si presentasse con documenti falsi e carte di credito non valide. In un albergo dell’Alto Adige avrebbe lasciato da pagare circa 1.850 euro, di cui 110 relativi al solo consumo delle bevande riposte nel frigobar. Tanto che poi sarebbe stato bandito dalla provincia di Bolzano. Non l’unica. Si perché Russo è diventato l’incubo degli albergatori, e il suo nome e volto sono finiti su giornali e tv. Davanti alle telecamere della trasmissione Rai «La vita in diretta» si era professato innocente: «Non sono furbo. Al massimo ho fatto qualche leggerezza, ma in buona fede».