Cronaca
sabato 13 Giugno, 2026
I tre alpinisti trentini morti sul Gran Paradiso puntavano alla vetta dei 4.000. La rifugista: «Era sereni». Ma con poca neve quella parete diventa difficile»
di Simone Casciano
La guida Franco Nicolini: «In questo periodo lì si scala sul ghiaccio. Rende tutto più impervio»
La parete nord del Gran Paradiso disegna una traccia ambiziosa nel bianco della neve e del ghiaccio. La via sale sospesa tra le rocce sulla sinistra e il seracco sulla destra. Un passaggio in cui gli alpinisti devono trovare la linea più congeniale con le condizioni della parete e che termina sulla cresta sommitale, dove la via nord si ricongiunge alla normale e porta infine alla vetta a quota 4.061 metri di altezza. Si tratta di una via impegnativa, ma che regala un panorama mozzafiato. «Erano tranquilli, preparati e emozionati di salire» racconta la rifugista del rifugio Chabod parlando dei tre alpinisti trentini che venerdì su quella via hanno perso la vita. «Si tratta di una via famosa e impegnati...