L'esame

sabato 4 Luglio, 2026

Massimiliano Marri e la maturità da 100 e lode: «Cinque anni di lavoro intenso. Ora studierò economia, ma sogno il giornalismo sportivo»

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Lo studente del Tambosi, diplomato con il massimo dei voti, non ha mai ottenuto insufficienze

Il suo nome è Massimiliano Marri, è appassionato di economia, politica, basket e sogna di diventare un giornalista sportivo. Originario di Roncafort, quest’anno ha terminato il suo percorso scolastico all’Istituto tecnico economico Tambosi con il massimo dei voti, 100 e lode, dimostrando grande senso della disciplina, del sacrificio e dell’impegno.

Massimiliano, innanzitutto le porgo i miei più sinceri complimenti. Qual è stata la sua reazione alla notizia e come ha vissuto questo esame di Stato?
«La ringrazio! È stata una gioia immensa, che ho vissuto come il giusto premio per cinque anni di lavoro intenso. In realtà, dopo aver visto che le due prove scritte erano andate bene, ho iniziato a maturare la consapevolezza che il massimo dei voti fosse un obiettivo alla mia portata. L’orale ha poi confermato queste sensazioni. Credo che la nuova riforma, con la presentazione personale iniziale, sia stata utilissima perché parlare di sé per i primi cinque minuti mi ha aiutato rompere il ghiaccio. Una volta superato quell’impatto, l’ansia svanisce e l’esame si trasforma in una normale interrogazione, mettendoti a tuo agio».

Analizzando il suo percorso, emerge un dato quasi incredibile. Zero insufficienze in cinque anni. Mi lasci passare il termine, ma è stato davvero un «mostro». Come si riesce a mantenere una linea così retta senza mai un momento di crisi?
(Ride) «Me lo dicono spesso, in effetti sembra sia una cosa piuttosto rara. Non c’è un segreto particolare, se non la volontà di mantenere una regolarità costante. Il mio percorso è stato molto lineare, non ho vissuto crisi o periodi di rigetto. Ho semplicemente cercato di non restare mai indietro».

Al di là dei voti, qual è l’esperienza che porta nel cuore di questo quinquennio?
«Senza dubbio il Progetto eccellenze. È un’iniziativa del Tambosi per gli studenti con le medie più alte. Grazie a questo percorso abbiamo visitato Strasburgo, Bruxelles e Roma, entrando nelle sedi del Parlamento Europeo, della Camera e del Quirinale. Oltre ai viaggi, abbiamo frequentato corsi di teatro e di public speaking, che sono stati fondamentali per la mia crescita personale».

C’è stata una figura che ha segnato la sua crescita o che ha influenzato le sue scelte future?
«Certamente la professoressa Tomasi, docente di diritto. È stata lei la referente del progetto eccellenze e con lei abbiamo condiviso esperienze umane importanti, come il viaggio a Palermo. Mi sono trovato benissimo con il suo metodo, e questa passione mi ha spinto a iscrivermi ad Economia e Management, indirizzo Gestione Aziendale, a Trento. È un ambito che mi ha sempre interessato, fin dai primi anni delle superiori».

Secondo lei, la scuola oggi riesce davvero a formare un pensiero autonomo? Cosa cambierebbe nel sistema attuale?
«Credo di sì, specialmente nell’ultimo triennio il dialogo con i docenti è stato stimolante. Tuttavia, avrei apprezzato più ore dedicate all’attualità e a ciò che succede nel mondo, pur mantenendo l’imparzialità politica. Spesso i professori sono bloccati dai programmi ministeriali e non hanno tempo. È assurdo che molti ragazzi arrivino alla maturità senza aver affrontato i pilastri della nostra storia contemporanea».

Spostandoci lontano dalla scuola, so che lo sport occupa un posto di rilievo all’interno del suo tempo libero.
«Assolutamente. Gioco a basket fin dalle elementari e seguo tuttora tanti sport, come il calcio e il tennis. Un giorno mi piacerebbe infatti diventare giornalista sportivo ma so che non è facile perché la maggior parte di coloro che lavora in televisione sono per lo più ex sportivi famosi o giornalisti davvero capaci, quindi non sarà facile».

Quindi tra dieci anni dove si vede?
«È difficile dirlo. Il mio sogno rimane il giornalismo, però sono consapevole che sia un settore tosto e complesso. Per questo ho scelto Economia, per costruirmi una base solida, un paracadute che mi permetta di muovermi con competenza in diversi ambiti professionali. Spero di poter coniugare queste due strade».