Il caso

venerdì 1 Maggio, 2026

Lavarone, il messaggio WhatsApp del vicesindaco al primo cittadino finisce sul maxischermo. «Io l’avrei sfan***ata»

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Le offese alla consigliera Cristiana Giongo per errore vengono proiettate e scoppia il caso

Scintille tra il vicesindaco di Lavarone e presidente della Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri Isacco Corradi e la consigliera di minoranza Cristiana Giongo. Durante l’ultimo consiglio comunale, al termine dell’intervento di Giongo, Corradi ha mandato un messaggio al sindaco Claudio Stenghele scrivendo «Sei stato zen, io l’avrei sfan***ata», senza sapere che il telefono del primo cittadino fosse collegato allo schermo della sala. Il messaggio è quindi stato letto dall’intero consiglio, scatenando le polemiche dell’opposizione.

L’episodio – stando alla ricostruzione dei presenti – sarebbe nato a seguito della presa di posizione di Giongo che chiedeva al sindaco delucidazioni sui servizi della scuola dell’infanzia, tema che – ha spiegato la consigliera – «viene poco considerato dalla maggioranza nonostante sia molto importante e meriti la giusta attenzione». E ha aggiunto: «Da Corradi un comportamento poco consono al consiglio».

Nella giornata di ieri, a nemmeno ventiquattr’ore dall’accaduto, la minoranza guidata dall’ex candidato sindaco Guido Rampelotto ha diffuso un comunicato a difesa della propria consigliera: «Riteniamo che l’attuale amministrazione abbia, ancora una volta, dimostrato di non essere all’altezza del ruolo istituzionale ricoperto – hanno scritto Massimo Bertoldi, Cristiana Giongo, Marzio Melis e Guido Rampelotto il giorno seguente -. Il punto più grave si è raggiunto nel corso dell’ultima seduta, quando la nostra collega, la consigliera Giongo, è stata oggetto di un’espressione offensiva da parte del vicesindaco Corradi. In particolare, all’interno di alcune slide proiettate è comparso il messaggio: «Te sèi masa zen, mi l’averìa sfan**lada», inviato tramite chat Whatsapp dal vicesindaco al primo cittadino nei confronti della nostra consigliera, che aveva semplicemente riportato alcune necessità relative alla scuola dell’infanzia. Un episodio che riteniamo inaccettabile nei toni e nel contesto istituzionale in cui si è verificato: messaggi di tale peso non possono essere inviati per errore, specialmente da chi rappresenta cariche rappresentative di spessore. A fronte di ciò, il sindaco non ha ritenuto di assumersi una responsabilità politica diretta, limitandosi di fatto a scaricare l’episodio sul proprio vice».

Un clima quindi teso, con il sindaco che nella giornata di ieri ha replicato spiegando che «esistono temi più importanti su cui concentrarsi». Le polemiche delle minoranze però sono continuate, anche perché a detta loro si sarebbe verificato un altro fatto: «Nel corso della discussione relativa a un’interrogazione sull’Ex Grand Hotel Lavarone – spiega la minoranza – a un nostro intervento critico è stata data una risposta che riteniamo del tutto inadeguata, culminata nella frase: “fai la mia carriera e ne riparliamo” riferita al giovane consigliere Melis Marzio.

Un’affermazione pesante che evidenzia una grave chiusura al confronto nonchè scarsa considerazione nei confronti della componente giovanile, spesso richiamata solo a livello di slogan ma nei fatti poco ascoltata. Riteniamo che episodi di questo tipo siano il segnale di un clima politico preoccupante, in cui il confronto democratico viene svilito e sostituito da atteggiamenti autoreferenziali e poco rispettosi delle istituzioni. Come gruppo continueremo a svolgere il nostro ruolo con fermezza, vigilando sull’operato dell’amministrazione e portando avanti con determinazione le istanze della cittadinanza. In un contesto come quello del nostro paese, la collaborazione dovrebbe essere la base dell’azione politica, non un’eccezione».