Salute
giovedì 30 Aprile, 2026
Allarme malattie professionali in Trentino: raddoppiano i tumori e crescono i casi di mesotelioma da amianto
di Mario Pizzini
I dati emersi al seminario Tsm rivelano un aumento del 27% delle patologie legate al lavoro nel 2025. Al Centro Erickson focus sulla nuova riforma della formazione per rendere la sicurezza un fatto culturale
Gli infortuni sul lavoro in Trentino sono stabiIi. Gli ultimi dati di febbraio mostrano segnali di aumento (Il T di martedì) dopo mesi di calo. Le malattie professionali, invece, nel 2025 hanno registrato un balzo del 27%, passando dai 338 casi del 2024 a 429 casi. Tra esse, c’è un raddoppio dei tumori, da 8 a 17, e in particolare dei casi di mesotelioma da amianto. È quanto emerso ieri al seminario di approfondimento organizzato da Trentino School of Management (Tsm) nell’ambito del progetto «Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: questione di cultura», tenutosi presso il Centro studi Erickson a ridosso della Giornata internazionale per la salute e la sicurezza del 28 aprile. Al centro, l’emanazione del nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 che ridefinisce le regole per la gestione della formazione obbligatoria prevista dal decreto legislativo 81/2008. Non una semplice revisione, ma una riforma che punta sulla qualità della progettazione, sulla verifica degli apprendimenti e sulle ricadute dell’efficacia della formazione sulla sicurezza durante la prestazione lavorativa, con l’obiettivo di renderla finalmente sostanziale e tracciabile.
L’analisi dei dati provinciali presentata da Silvia Eccher (Asuit) mostra che in Trentino l’andamento degli infortuni resta lineare, senza cali significativi, con l’edilizia e l’agricoltura che si confermano i comparti più vulnerabili. In questo contesto, la formazione emerge come una leva di prevenzione straordinaria, capace di abbattere del 30% l’incidenza di infortuni e malattie professionali nelle aziende che scelgono di investirci seriamente. L’importanza vitale della consapevolezza è testimoniata dal picco di denunce per mesotelioma legato all’amianto, balzate lo scorso anno a 16 casi contro i 6-7 dei periodi precedenti: un dramma silenzioso dove il rimpianto comune dei malati è quello di non aver conosciuto i rischi in tempo per potersi proteggere.
Per Francesco Barone, presidente Tsm, la sicurezza non può più essere ridotta a un mero «adempimento tecnico», ma deve evolversi in una questione culturale che dia attuazione concreta all’Articolo 1 della Costituzione. Il fulcro del nuovo impianto normativo è il principio di effettività perché il diritto alla tutela esiste solo se la protezione è reale e verificabile. Sulla stessa linea Giuliana Cristoforetti, dirigente del Servizio lavoro della Provincia, la quale sottolinea che «la formazione esiste finché è efficace, finché cambia l’atteggiamento del lavoratore e dell’impresa». Un esempio critico è il settore agricolo, dove il ribaltamento del trattore resta la principale causa di gravi infortuni. Nonostante la gravità del fenomeno, i corsi specifici registrano ancora scarse adesioni, evidenziando la necessità di coprire aree di mercato meno «attrattive» ma vitali per la sopravvivenza dei lavoratori.
L’intervento di Francesco Galas, dell’Ordine delle professioni sanitarie tecniche Tsrm di Trento, ha dettagliato le scadenze e gli obblighi introdotti dal nuovo accordo, che definisce con maggior precisione i soggetti formatori (istituzionali, accreditati e altri). Una novità di rilievo riguarda la figura del datore di lavoro, precedentemente non considerato come destinatario di formazione specifica, ma ora obbligato a un percorso formativo entro maggio 2027. Inoltre, per chi già svolge il ruolo di Responsabile del servizio prevenzione e protezione (Rspp) è comunque previsto il riconoscimento dei crediti formativi pregressi. Infine, il cambiamento di paradigma descritto da Donato Lombardi (Ufficio provinciale per la promozione politiche salute e sicurezza ambienti di lavoro) e Lia Gallinari (Referente staff del Dipartimento di sanità pubblica Emilia Romagna) vede il passaggio definitivo dalla verifica formale – il semplice possesso dell’attestato – a quella sostanziale. In pratica, il datore di lavoro ha ora l’onere di verificare l’efficacia della formazione attraverso checklist, analisi infortunistica e valutazioni dirette sul campo.
A conclusione della mattinata di lavori, la cerimonia di premiazione di 13 aziende trentine nell’ambito del «Premio Impresa Sicura», ideato dalla Provincia per promuovere la cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, elevando il livello delle tutele e favorendo la diffusione di buone pratiche.