Il documento
giovedì 30 Aprile, 2026
Rapporto Grandi Carnivori 2025: in Trentino 118 orsi e 22 branchi di lupi, calano gli esemplari problematici
di Redazione
Il Servizio Faunistico analizza l'efficacia delle rimozioni del 2024 e il potenziamento delle misure di prevenzione
La gestione della fauna selvatica in Trentino entra in una fase di consolidamento analitico con la pubblicazione del «Rapporto grandi carnivori 2025». Il documento, curato dal Servizio Faunistico della Provincia, delinea un quadro demografico preciso: la popolazione di orsi è stimata in 118 esemplari (esclusi i cuccioli dell’anno), mentre la presenza del lupo si attesta su 22 branchi complessivi, equamente distribuiti tra il settore orientale (12) e quello occidentale (10). In netta espansione risulta anche lo sciacallo dorato, con 4 nuclei riproduttivi ormai stabili sul territorio provinciale.
L’analisi dell’annata 2025 evidenzia un dato tecnico di particolare rilievo: non sono stati registrati comportamenti problematici da parte degli orsi. Secondo gli esperti del Servizio Faunistico, questo equilibrio è correlato alla strategia d’intervento applicata l’anno precedente: «È verosimile ritenere che a questo risultato abbia contribuito anche il fatto che, nel 2024, tutti e tre gli esemplari problematici individuati sono stati prontamente rimossi mediante abbattimento, in applicazione del PACOBACE». L’assessore Roberto Failoni ha ribadito che la strategia provinciale si fonda su quattro pilastri: «La parola chiave è gestione. Una gestione che non si limita all’osservazione, ma che si fonda su monitoraggio continuo, prevenzione, informazione e, quando necessario, interventi mirati».
Sul fronte della prevenzione, la Provincia continua a investire nella distribuzione di cassonetti anti-orso e nella fornitura gratuita di recinzioni elettrificate per proteggere apiari e allevamenti. I dati dimostrano che dove le opere di difesa sono utilizzate correttamente, i danni subìti dalle attività economiche di montagna risultano drasticamente abbattuti. Anche per il lupo la gestione segue protocolli rigorosi: la rimozione di un esemplare particolarmente confidente, avvenuta lo scorso autunno, è stata eseguita seguendo le linee guida dell’ISPRA e della Large Carnivore Initiative for Europe (LCIE).
Un punto critico emerso dal rapporto riguarda la sicurezza e l’informazione pubblica. Nonostante la posa capillare di migliaia di cartelli con le norme di comportamento, il 30% della segnaletica è stato oggetto di atti vandalici o furti. «Chi rimuove i cartelli, magari trasformandoli in souvenir, ostacola un importante processo di diffusione delle regole di sicurezza», sottolinea il rapporto, ricordando che tali azioni sono sanzionabili penalmente. La sfida per il futuro resta la convivenza, supportata da una vigilanza costante, poiché, come specifica il documento tecnico, la comparsa di nuovi soggetti pericolosi resta possibile «indipendentemente dalle attività di prevenzione e comunicazione messe in campo».
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