Südtirol

domenica 3 Dicembre, 2023

La svolta a destra dell’Svp, la delusione di Kompatscher: sì alla giunta con Lega e Fdi

di

Via libera all'accordo anche con Freiheitliche e con la Civica di Gennaccaro

La Svp va a destra. Il Parteiausschuss, ovvero il «parlamentino» del partito, dopo quattro ore di discussione ha dato ieri il via libera definitivo a una coalizione di governo con Die Freiheitlichen, Fratelli d’Italia, Lega-Uniti e la Civica di Gennaccaro. Due le votazioni decisive, a scrutinio segreto, per stabilire con chi sedersi al tavolo per formare la nuova Giunta. Per quanto riguarda i partner di lingua italiana, 41 delegati su 59 si sono espressi per l’alleanza di centrodestra con FdI-Lega-Civica, 17 per la variante di centrosinistra, una scheda bianca.
Stesso risultato per il partner di lingua tedesca: 42 i voti a favore dei Freiheitliche, 17 per il Team K. Si conferma così lo scenario tratteggiato alla vigilia, ovvero la svolta a destra della Stella Alpina già avviata cinque anni fa con l’ingresso della Lega in Giunta provinciale.
«È raro dover affrontare un dibattito così difficile, ma ampio e costruttivo. D’altronde è normale, la Svp ha perso consensi. I tempi sono cambiati, dobbiamo discutere diversamente da come eravamo abituati», sottolinea il Parteiobmann Philipp Achammer elogiando l’unità del partito, «abbiamo valutato tutte le opzioni e le combinazioni possibili, con vantaggi e svantaggi in tutti i casi. Non è un matrimonio, è solo l’inizio delle trattative. Perché ora avvieremo consultazioni molto concrete». Per la Volkspartei sono però inaccettabili i «ci sediamo al tavolo solo se», in primis quelli espressi dal centrodestra sul doppio assessore italiano. «Anche nel programma ci sarà un preambolo, i nostri valori non si discutono. Perché il nostro non è un nuovo posizionamento ideologico».
Dello stesso tenore le parole del presidente della Provincia Arno Kompatscher, la cui linea più disponibile ad aprire un confronto con il Team K esce sconfitta dal voto netto nel partito. «Mi aspettavo un risultato diverso, ma tutte le varianti erano difficili. Abbiamo dovuto votare, dovevamo decidere. Siamo un partito del centro politico: l’umanesimo, l’autonomia, il bilinguismo, il processo di unificazione europea, i diritti civili, questi sono i valori della Südtiroler Volkspartei che saranno precondizioni dell’accordo di coalizione», spiega il Landeshauptmann. «Sui nostri principi non ci saranno compromessi né concessioni, non andremo avanti a ogni costo», ribadisce. Stesso ragionamento sul numero di membri nella Giunta: «Parliamo prima di contenuti».
Un po’ a sorpresa, Kompatscher fa sapere che l’opzione Civica di Angelo Gennaccaro (che si dimetterà da assessore comunale) era prevista «dall’inizio». Una scelta forse per rendere più «di centro-destra» (e più digeribile) l’alleanza di governo. Mentre sul versante italiano i candidati all’ingresso nell’esecutivo erano probabilmente definiti già da settimane, con l’asse romano diretto verso Fratelli d’Italia, il partner di Giunta di lingua tedesca è stato oggetto di congetture per settimane. Dopo la sconfitta elettorale e la perdita di due seggi nel Landtag, la Svp si è vista costretta per la prima volta nella storia del Sudtirolo a trovare una maggioranza di governo con più partiti all’interno del Consiglio provinciale. Sebbene sulla carta ci fossero diverse opzioni, dai Verdi al Team K, andando per eliminazione sono rimaste poche alternative. I Verdi hanno escluso categoricamente di sedersi a fianco di Fratelli d’Italia e pure il Team K ha fatto espresso più volte le proprie riserve sul partito di Giorgia Meloni. Anche la distanza personale tra Paul Köllensperger e il governatore Kompatscher hanno reso piuttosto improbabile una coalizione Svp-Team K. Sin dall’inizio sono stati esclusi, invece, i veri vincitori delle elezioni, ovvero i pan-tirolesi della Süd-Tiroler Freiheit.
A quel punto restavano solo i Freiheitliche, di cui si era già parlato come possibile partner di coalizione prima delle elezioni, e Ulli Mair come potenziale assessora. Nulla è cambiato in questo senso anche dopo il pessimo risultato elettorale dei «Blaue», con solo due eletti. Nelle ultime settimane il partito nazional-liberale ha assunto un atteggiamento decisamente moderato, che è stato interpretato da molti osservatori come un’autocandidatura nel futuro governo. E la Svp li ha voluti premiare, aprendo loro le porte di Palais Widmann. Una svolta storica.