Analisi 2023
giovedì 15 Giugno, 2023
Manca neve: i dati che lo confermano
di Redazione
Una situazione critica, che ha visto solo nei mesi di aprile e maggio le precipitazioni più significative
Le temperature sopra alle medie stagionali sono una certezza, così come lo sono state le scarse precipitazioni invernali che hanno condizionato gli accumuli di neve sui ghiacciai trentini. Una situazione critica, che ha visto solo nei mesi di aprile e maggio le precipitazioni più significative. Il report 2023 della campagna di misurazioni in quota evidenzia come i dati di accumulo del manto nevoso siano inferiori rispetto alle stagioni precedenti, escludendo l’anno 2022. La copertura nevosa risulta infatti superiore a quella dello scorso anno, grazie a precipitazioni abbondanti e temperature favorevoli delle ultime settimane. Tutti i ghiacciai del Trentino sono ancora innevati: sul Careser, preso come punto di riferimento, sono state misurate un’altezza neve pari a 209 centimetri ed una densità media di 415 chili per metro cubo che hanno permesso di stimare un equivalente in acqua del manto nevoso pari a 865 millimetri. Tale valore è inferiore alla media della serie storica iniziata nel 1967, pari a 967 millimetri. Questi dati sono stati raccolti in collaborazione tra l’Ufficio Previsioni e pianificazione della Provincia autonoma di Trento, la Commissione glaciologica della Società degli alpinisti tridentini, il Muse, l’Università degli studi di Padova ed il Servizio glaciologico lombardo.
Ricerca
Il ritiro dei ghiacciai porta metalli pesanti nelle sorgenti alpine: uno studio rivela la contaminazione dell'acqua in quota
di Redazione
Uno studio di Eco Research Bolzano rivela concentrazioni record di nickel, manganese e alluminio nell'80% delle sorgenti analizzate. Il ritiro dei ghiacci accelera il rilascio di sostanze nocive dalle rocce, minacciando le riserve idriche delle vallate
Crisi climatica
Biodiversità dei ghiacciai a rischio estinzione: l'appello degli scienziati del Muse su Science per l'Europa
di Redazione
Il team guidato da Mauro Gobbi denuncia un pericoloso punto cieco nelle politiche ambientali e chiede all'Unione Europea protocolli urgenti per monitorare le specie uniche degli ecosistemi glaciali