Politica

mercoledì 12 Agosto, 2026

Costi del Servizio Gabinetto, nuovo botta e risposta fra Onda e Comune. Il partito: «Uso privato del bene pubblico», il sindaco: «Affermazioni sbagliate e lesive»

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Le contestazioni e la replica sulle modalità di risposta all'interrogazione, sul linguaggio e sul (mancato) rispetto ai dipendenti

Il dibattito tra Onda e l’Amministrazione comunale in merito ai costi del Gabinetto del sindaco di Trento continua. È di questa mattina un nuovo comunicato di Onda sulla questione, dal titolo «Il gabinetto delle meraviglie e l’uso privato del bene pubblico» diffuso con l’obiettivo, come si legge, di «censurare fermamente un attacco fuori scala e totalmente fuori contesto ricevuto da Onda come movimento politico» nonché per «riportare una grave querelle politica all’interno dei corretti canoni istituzionali, che in questa vicenda sono stati clamorosamente e pericolosamente superati».

La prima contestazione mossa è quella di un così definito passaggio «dalla Democrazia alla Democratura» poiché, come si legge nel comunicato, Onda mostra preoccupazione «perché oggi, sempre più spesso, all’interno delle Istituzioni la democrazia viene vissuta come un “fastidio”. Stiamo scivolando inesorabilmente verso una vera e propria “democratura”. E qual è la dimostrazione pratica? Il ricorso alle minacce. Quando un sindaco di fronte alle legittime domande di un consigliere di minoranza risponde sventolando minacce di querele significa che abbiamo un problema». Secondo il partito: «Minacciare azioni legali per silenziare chi esercita il proprio sacrosanto mandato di controllo è l’esatto opposto della democrazia».

Il comunicato prosegue contestando la modalità di risposta all’interrogazione: «Le nostre consigliere hanno letto e resi pubblici dati firmati dallo stesso primo cittadino che certificano un costo complessivo per il personale di 1 milione e 250 mila euro. Qual è stata la reazione? Non un dibattito in Consiglio, non una risposta politica, ma la pubblicazione di un comunicato stampa sul sito istituzionale del Comune di Trento, redatto per attaccare frontalmente le nostre elette. Un comunicato che oggi, guarda caso, risulta comodamente “scaduto” e rimosso dalla homepage, forse per un tardivo senso di imbarazzo, ma che ha lasciato una ferita istituzionale gravissima». A questo proposito il rimando è alla necessità di «terzietà e neutralità della struttura pubblica rispetto alla dialettica tra le forze politiche. Gli uffici comunali e i relativi canali di comunicazione istituzionale non sono una dependance privata o un megafono elettorale ma un patrimonio di tutta la comunità». L’accusa è chiara: «Hanno utilizzato gli strumenti del Comune per attaccare l’intero movimento Onda».

Viene poi mossa una critica al linguaggio utilizzato: «Il tutto condito da un’arroganza culturale che si è trasformata in autogol clamoroso. Ricorrere a citazioni letterarie e filosofiche amputandone le parti scomode è un esercizio presuntuoso quanto scivoloso. Il rischio è quello di trascinare il doveroso confronto amministrativo su terreni paludosi e confusi dove i numeri spariscono. Usare aforismi colti e tagliuzzati per giustificare bilanci imbarazzanti è come spruzzare un profumo costoso su un vestito macchiato: non cancella la macchia, attira solo di più l’attenzione sul disastro». Infine una risposta al sindaco in merito ai dipendenti: «Le consigliere mai hanno accusato o denigrato i singoli dipendenti, verso la cui professionalità nutriamo il massimo rispetto, ma hanno espresso una seria e documentata valutazione politica sulle scelte della Giunta. I dipendenti comunali lavorano per i cittadini, non sono i “troll” di palazzo di chi governa pro tempore».

Non si è fatta attendere la nuova replica tramite nota stampa del Comune: «Non è vero che il sindaco ha concentrato alle sue dirette dipendenze ben 25 dipendenti, per un costo complessivo annuo di 1 milione e 250 mila euro – si legge – Il personale del servizio Gabinetto e pubbliche relazioni ha incarichi amministrativi di varia natura: all’interno dell’Urp, nella gestione del sito del Comune, come addetti alle cerimonie pubbliche, alla comunicazione, alla segreteria etc. Tutte queste persone prestano servizio esattamente come i loro colleghi assegnati ai Tributi, all’Edilizia, all’Ambiente… Dunque “nessun bilancio imbarazzante”, nessun “vestito macchiato”, “nessun terreno paludoso dove i numeri veri spariscono”: i numeri infatti sono stati messi nero su bianco come richiesto dall’interrogazione delle consigliere comunali di Onda Trentino».

Netta la posizione dell’Amministrazione anche per quanto riguarda le mancanze di rispetto ai dipendenti: «Si ricordano le espressioni tutt’altro che benevole utilizzate in questi ultimi comunicati stampa e nel precedente: le mansioni dei dipendenti sono state definite “curiose”, un servizio comunale che impiega personale assunto con regolari concorsi svolti per lo più durante il mandato di sindaci precedenti è diventato “Gabinetto delle meraviglie”. E ancora, i dipendenti sono stati equiparati tutti a fiduciari, a servizio di una “grandeur” additata ai cittadini come scandalosa. Se ci fosse il “massimo rispetto” verso le professionalità dei dipendenti questa lettura lontana dalla realtà non sarebbe stata pervicacemente ribadita anche nelle due ultime note stampa».

Il riferimento è poi alla questione del comunicato sul sito: «Tutti i comunicati stampa, per trasparenza, vengono pubblicati sul sito del Comune. A seconda dell’argomento, rimangono in rete per pochi giorni o per settimane (per esempio se si tratta di lavori pubblici o concorsi con tempistiche più dilatate). La pagina delle news infatti non è un archivio di comunicati, ma uno strumento informativo, che deve essere il più possibile “fresco” e che viene rinnovato quotidianamente».

Prende parola poi lo stesso sindaco Franco Ianeselli: «È una concezione curiosa del legittimo confronto politico gettare fango sulle persone e pretendere che non ci sia una replica. Le accuse che sono state rivolte al servizio Gabinetto e pubbliche relazioni e a me personalmente sono molto gravi e meritavano una risposta netta, per togliere di mezzo ogni equivoco, ogni zona d’ombra. Il punto è che nei comunicati stampa, in quello diffuso dopo la mia risposta all’interrogazione e nei due veicolati con la conferenza stampa di oggi, si scrivono cose sbagliate che non sono lesive solo della mia onorabilità politica, ma del lavoro quotidiano di molte persone, attaccate nella loro professionalità e integrità. E quando questo avviene la difesa pubblica e tempestiva è il minimo che va garantito a tutela dell’istituzione comunale».

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