Il caso

giovedì 30 Luglio, 2026

Trento, è scontro sui costi del Gabinetto di Ianeselli. Bortolotti (Onda): «Lo paghiamo più di un milione». La replica: «Menzogna e mancanza di rispetto ai dipendenti»

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La consigliera attacca: «Grandeur d'altri tempi». Il primo cittadino minaccia le vie legali: «Chieda scusa almeno a queste persone»

«Un milione e 250 mila euro: è quanto ci è costato il gabinetto del sindaco di Trento nel 2025». Una «grandeur d’altri tempi», per la consigliera Comunale del gruppo Onda Giulia Bortolotti.

A fine giugno Bortolotti, assieme all’altra consigliera del gruppo Alessia Tarter, avevano interrogato la giunta comunale riguardo alle spese sostenute dall’amministrazione per il gabinetto del Sindaco. Alla quale il Comune ha sì risposto, ma lo ha fatto in maniera «incompleta» e «in parte superficiale» secondo Bortolotti. «Un milione e 250 mila euro: è quanto ci è costato il gabinetto del sindaco di Trento nel 2025», commenta. «Un ufficio decisamente corposo, composto di ben 25 persone tra cui figurano compiti abbastanza curiosi: oltre a un dirigente e due capiufficio, due autisti, ben quattro addetti al sito internet del Comune, una addetta ai gemellaggi», spiega. «Era dai tempi di Dellai che la pianta organica non presentava due autisti», una fatto che «suscita ironia» considerando che «poi i cittadini comuni sono invitati a spostarsi in bicicletta!». Un milione e 250mila euro sono «una cifra ragguardevole, una grandeur d’altri tempi, purtroppo difficilmente paragonabile ad altre data la risposta incompleta, per alcuni aspetti superficiale, alla nostra interrogazione». Questo perché «ignora il confronto con il precedente Sindaco palesando un certo pudore nell’affrontare una reale comparazione dei costi sostenuti». In altre parole, la consigliera di Onda lamenta la mancata comparazione dei costi con l’amministrazione Andreatta, chiesta esplicitamente nell’interrogazione. Invece «è stato fornito un mero elenco di livelli di inquadramento con modalità copia e incolla. Totalmente disatteso il fulcro dell’interrogazione legata alle mansioni del personale: l’insieme dei compiti, delle attività e delle responsabilità assegnate ad un singolo lavoratore», si legge nel comunicato. «Non possiamo che chiederci se un atteggiamento più sobrio non sarebbe preferibile, soprattutto pensando alla carenza di personale ormai endemica nelle circoscrizioni, alla mancanza di fondi addotti come scusa ogni volta che si chiede di affrontare qualche reale esigenza dei cittadini», conclude.

Non si è fatta attendere la replica del primo cittadino: «Secondo la consigliera di Onda Giulia Bortolotti, avrei uno staff personale elefantiaco con ben 25 dipendenti, che costerebbero alle casse pubbliche oltre 1,2 milioni: una menzogna che non solo lede la mia reputazione, ma insulta i dipendenti del servizio Gabinetto e pubbliche relazioni, trasformati loro malgrado in burattini del sindaco – scrive – Ho scoperto anche che passare da sindaco che si sposta soltanto in bici a sindaco con due autisti è un attimo. Anche questa è una frottola, visto che i miei presunti due autisti sono anche uscieri, manutentori, custodi di palazzo Geremia, sono coloro che aprono le sale per centinaia di incontri, matrimoni, eventi pubblici». Ianeselli difende anche l’operato dei dipendenti comunali: «Il mio staff conta 2 persone, non 25- prosegue – Il resto del personale del Servizio Gabinetto fa funzionare il sito del Comune, risponde alle decine di migliaia di richieste che arrivano all’Urp, organizza cerimonie ed eventi, informa sui cantieri o sulle opportunità per giovani, anziani e famiglie. Qualcuno dovrebbe chiedere scusa almeno a questi dipendenti, assunti con regolare concorso per servire la città, non certo il politico di turno. È avvilente doversi confrontare non sulle scelte o sui progetti, ma sulla propaganda di chi vede il marcio anche dove non c’è. Il problema delle calunnie è che, come dicevano gli antichi, qualcosa ti resta comunque attaccato. Per questo mi riservo di tutelare il buon nome dell’Amministrazione comunale e dei suoi dipendenti oltre che la mia personale onorabilità».

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