Ambiente
lunedì 27 Febbraio, 2023
Soil gas, a marzo il monitoraggio sulle aree Sloi-Carbochimica
di Redazione
La campagna di controlli si era fermata a causa dell’opposizione dei proprietari. Anche se non è più previsto lo stoccaggio dei materiali di scavo, l’analisi dei dati sarà importante per avere informazioni sullo stato attuale delle aree inquinate
Il 13 marzo inizierà una nuova attività di monitoraggio del soil gas sull’area ex Sloi- Carbochimica da parte di Italferr. Preannunciata già lo scorso settembre insieme all’esecuzione del cantiere pilota, la campagna di rilevamenti si era fermata per l’opposizione della Tim Srl, proprietaria dell’area. In base all’articolo 15 del testo unico sulle espropriazioni per pubblica utilità, Rfi ha emesso l’autorizzazione all’accesso all’area in questione e dunque al monitoraggio, che sarà preceduto dallo sfalcio della vegetazione a partire dal prossimo 6 marzo.
Il soil gas è quell’insieme di vapori e polveri emesso da un terreno. Le analisi saranno avviate anche se l’utilizzo delle aree Sin per lo stoccaggio dei materiali di scavo non è più previsto dal progetto della circonvallazione ferroviaria. Si è ritenuto comunque di procedere all’indagine perché dall’analisi dei dati sarà possibile ricavare informazioni importanti sullo stato attuale delle aree inquinate e sulle loro emissioni. Questo tipo di rilevamento non viene fatto da parecchi anni proprio a causa dell’opposizione dei proprietari dell’area.
Ricerca
Il ritiro dei ghiacciai porta metalli pesanti nelle sorgenti alpine: uno studio rivela la contaminazione dell'acqua in quota
di Redazione
Uno studio di Eco Research Bolzano rivela concentrazioni record di nickel, manganese e alluminio nell'80% delle sorgenti analizzate. Il ritiro dei ghiacci accelera il rilascio di sostanze nocive dalle rocce, minacciando le riserve idriche delle vallate
Crisi climatica
Biodiversità dei ghiacciai a rischio estinzione: l'appello degli scienziati del Muse su Science per l'Europa
di Redazione
Il team guidato da Mauro Gobbi denuncia un pericoloso punto cieco nelle politiche ambientali e chiede all'Unione Europea protocolli urgenti per monitorare le specie uniche degli ecosistemi glaciali