Sanità

giovedì 30 Aprile, 2026

Cardiochirurgia, a Trento la valvola aortica si opera senza aprire lo sterno: meno dolore e recupero record

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Francesco Onorati introduce la mini-toracotomia al Santa Chiara: dimissioni in 5 giorni e tagli minimi

L’ospedale Santa Chiara di Trento inaugura una nuova frontiera nel trattamento delle patologie cardiache, estendendo le tecniche di chirurgia mini-invasiva anche alla valvola aortica. Dopo i successi ottenuti sulla valvola mitrale, l’Unità operativa di cardiochirurgia ha introdotto una procedura d’avanguardia che evita la tradizionale sternotomia, garantendo ai pazienti un recupero estremamente rapido. I primi tre interventi eseguiti con questa metodica hanno già dato esiti eccellenti, con dimissioni avvenute in soli quattro o cinque giorni dall’operazione.

Il cuore di questa innovazione tecnologica risiede nella mini-toracotomia, un accesso chirurgico laterale di circa 4-5 centimetri che permette di raggiungere il cuore senza intaccare l’osso sternale. Questa tecnica riduce drasticamente il trauma operatorio e il dolore postoperatorio, offrendo vantaggi clinici ed estetici fondamentali, specialmente per i pazienti più giovani colpiti da valvulopatie aortiche. Il professor Francesco Onorati, alla guida dell’équipe, sottolinea come questo approccio consenta non solo la sostituzione della valvola con protesi biologiche o meccaniche, ma anche la riparazione della stessa e l’allargamento dello scheletro valvolare nei casi di malformazioni congenite.

L’adozione di protesi di ultima generazione, come le valvole sutureless e rapid deployment, rappresenta un ulteriore pilastro di questo progresso. Tali dispositivi permettono di velocizzare i tempi dell’intervento, limitando il periodo di arresto cardiaco temporaneo e migliorando la durata della protesi nel tempo. L’impatto sulla qualità della vita del paziente è immediato: il rischio di complicazioni e la necessità di trasfusioni diminuiscono sensibilmente, favorendo un ritorno alla vita attiva in tempi record e riducendo parallelamente i costi della degenza ospedaliera.

Il successo di questa nuova fase della cardiochirurgia trentina è il risultato di un approccio multidisciplinare che vede collaborare fianco a fianco specialisti in cardiologia, rianimazione cardio-vascolare, tecnici della perfusione e fisioterapisti. Grazie a questo sforzo coordinato, i cittadini del Trentino possono oggi accedere a trattamenti di altissima specializzazione direttamente sul territorio, evitando lunghi spostamenti verso strutture fuori provincia e beneficiando di un percorso di cura completo e personalizzato.