I dati

sabato 13 Giugno, 2026

Il Trentino può contare su oltre 26 mila donatori del sangue, ma il plasma non è ancora sufficiente: «Ne manca mezza tonnellata»

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Il punto in occasione della giornata del donatore: «Per compensare il sistema sanitario spende un milione»

Il sistema trasfusionale trentino continua a garantire cure sicure e diffuse, ma resta aperta la sfida dell’autosufficienza nella raccolta di plasma. In occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue l’Avis del Trentino lancia un appello ai donatori affinché valutino la possibilità di affiancare alla donazione di sangue intero anche quella di plasma.

Secondo le associazioni, il Trentino può contare oggi su circa 26.500 donatori attivi, il cui contributo permette di coprire il fabbisogno di sangue intero. Per raggiungere invece la piena autosufficienza nella produzione di farmaci plasmaderivati, mancano ancora circa 700 procedure di aferesi, pari a quasi 500 chilogrammi di plasma.

«Il sangue è vita e resta un bisogno insostituibile e spesso urgente – sottolinea la presidente di Avis del Trentino, Elisa Viliotti –. Proprio perché il sistema funziona bene, il rischio è che questo bisogno diventi invisibile. La donazione rappresenta invece uno strumento fondamentale per garantire il diritto alla salute di tutta la comunità».

Nel 2025 in Trentino sono state effettuate 4.835 aferesi e raccolti complessivamente 9.346,75 chilogrammi di plasma, tra donazioni dedicate e plasma ricavato dal sangue intero. Per raggiungere gli obiettivi di autosufficienza fissati a livello nazionale sarebbero necessarie 5.540 aferesi e una raccolta complessiva di 9.841 chilogrammi di plasma.

Un dato incoraggiante arriva però dai primi mesi del 2026: le procedure aferetiche sono aumentate del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnale che la sensibilizzazione sul tema sta producendo risultati.

La raccolta di plasma riveste un ruolo strategico perché consente la produzione di farmaci essenziali come immunoglobuline e albumina, utilizzati per la cura di numerose patologie. Incrementare le donazioni significa ridurre la dipendenza dal mercato e rafforzare la capacità del sistema sanitario di rispondere ai bisogni dei pazienti più fragili.

Secondo i dati del Centro nazionale sangue, la spesa farmaceutica stimata per il Trentino ammonta a oltre 900 mila euro per le immunoglobuline e a circa 193 mila euro per l’albumina. Per questo le associazioni invitano chi già dona sangue intero a confrontarsi con i medici dei centri trasfusionali per valutare la possibilità di effettuare anche donazioni di plasma.

«Il dono non è soltanto un gesto di solidarietà – conclude Avis – ma una vera politica di salute pubblica, capace di rendere concreto ogni giorno il diritto alla salute dell’intera comunità trentina».