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martedì 28 Aprile, 2026

Famiglia nel bosco, la perizia su Nathan Trevallion e Catherine Birmingham: «incapacità genitoriale». Ma è già guerra legale

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Il consulente della famiglia Cantelmi: «Analisi unilaterale e caratterizzata da errori metodologici macroscopici»

È già guerra sulla perizia psichiatrica e personologica depositata al Tribunale per i minorenni dell‘Aquila che i genitori della cosiddetta «famiglia del bosco» di Palmoli. Il documento, lungo 196 pagine e firmato dalla psichiatra Simona Ceccoli, conclude per la sussistenza di una «incapacità genitoriale» da parte della coppia anglo-australiana.

Secondo la consulente, i genitori – Nathan Trevallion e Catherine Birmingham – presenterebbero fragilità tali da incidere negativamente sullo sviluppo dei tre figli minori. Pur riconoscendo determinazione ed energia, la perizia evidenzia «competenze inadeguate» e un contesto che avrebbe portato a una immaturità neuropsicologica nei bambini.

Per questo, viene ritenuta «priva di fondamento clinico e giuridico» la richiesta di ricongiungimento immediato o di affido esclusivo al padre. La perizia suggerisce invece il mantenimento dei minori nella struttura protetta di Vasto, dove si trovano dal 20 novembre, indicando la necessità di un percorso graduale di inserimento sociale e sanitario.

Non si esclude tuttavia, in prospettiva, un possibile recupero della capacità genitoriale.

Dura la replica della difesa. Lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della famiglia, definisce la perizia «unilaterale» e «caratterizzata da errori metodologici macroscopici». Annuncia quindi la presentazione di osservazioni integrative nei tempi previsti, sostenendo che altre valutazioni, in particolare quelle della neuropsichiatria della Asl di Vasto, offrirebbero un quadro opposto.

La vicenda resta ora al vaglio del Tribunale, chiamato a decidere sui prossimi passi per la tutela dei minori