Economia
venerdì 24 Aprile, 2026
Redditi, i sindacati commentano la classifica dei comuni. E bacchettano la val di Non
di Redazione
Cgil, Cisl e Uil: «Trentini penalizzati rispetto al resto del Nord. «In Anaunia redditti bassi ma tenore della vita alti»
«I trentini sono diventati un po’ più ricchi nel 2024 ma oggi siamo di fronte ad un nuovo rialzo dei prezzi che rischia di vanificare il parziale recupero del potere d’acquisto». È il commento dei segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher, alla luce dei dati fiscali più recenti.
Secondo i sindacati, i dati dei modelli 730/2025 confermano un lieve miglioramento: nel 2024 si registra infatti, per la prima volta, un aumento dei redditi reali da lavoro. Tuttavia, si tratta di un recupero ancora insufficiente.
«Dal 2021 i prezzi sono cresciuti più velocemente dei redditi – spiegano – e il divario con il costo della vita si è ridotto solo in parte».
Trentino sotto la media del Nord Italia
Preoccupa anche il confronto con le altre regioni settentrionali. «Gli stipendi dei lavoratori dipendenti in Trentino sono sotto la media del Nord Italia e di conseguenza lo sono anche i redditi dichiarati al fisco».
Una situazione che, secondo Cgil, Cisl e Uil, richiede interventi sia sul fronte salariale sia su quello delle politiche di sostegno al reddito, anche perché il costo della vita resta tra i più alti del Paese.
I sindacati puntano il dito anche sul sistema fiscale: «Sono lavoratori dipendenti e pensionati che pagano quasi il 94% dell’Irpef». Da qui la richiesta di riforme «eque e progressive», che evitino di favorire comportamenti elusivi e garantiscano una distribuzione più equa del carico fiscale.
Il caso della Val di Non
Nel mirino anche alcune anomalie territoriali. In particolare, alcuni comuni della Val di Non risultano tra quelli con i redditi imponibili più bassi della provincia, senza che ciò rispecchi sempre il reale tenore di vita.
«Questa discrasia non può essere ignorata – sottolineano i segretari –. Serve una riflessione seria su quanto il sistema fiscale riesca davvero a rappresentare la capacità contributiva dei cittadini».
Infine, lo sguardo è rivolto agli scenari futuri. «La crisi in Medio Oriente e l’aumento del costo dei combustibili rischiano di ricadere ancora una volta sulle famiglie».
Per questo, i sindacati chiedono alla Giunta provinciale, in vista dell’assestamento di bilancio, misure straordinarie a sostegno del potere d’acquisto, tra cui interventi per la contrattazione decentrata, sostegni ai pensionati e trasferimenti diretti al ceto medio.
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