Campi Liberi
mercoledì 15 Aprile, 2026
Da Capitol Hill all’attacco al Papa, passando per il «fottuto stretto» e la cancellazione «di una civiltà». Il prontuario del Trump pensiero, giorno dopo giorno
di Simone Casalini
Eletto il 5 novembre del 2024, in carica dal 20 gennaio 2025, ma sembra un'eternità. L'escalation comunicativa del presidente tycoon
Donald Trump è stato eletto presidente degli Stati Uniti il 5 novembre 2024 ed è entrato in carica il 20 gennaio 2025. Governa da un anno, due mesi e 26 giorni, eppure sembra un’eternità. Il suo «estremismo comunicativo» riempie ogni spazio di cronaca. Fa e disfa alla velocità della luce, colpisce target di politica interna per poi proiettarsi nel mondo, sempre con l’identica tattica senza filtri. Partito per rovesciare il «politically correct» e disarticolare le culture avversarie, il verbo trumpiano ha rotto ogni argine, contravvenendo alle regole non scritte della comunicazione istituzionale e della responsabilità. Così gli attacchi personali ad altri leader politici, le macerie di una guerra trasformate in resort, le minacce di genocidio, l’affondo contro il papa. Tutto diventa uno strumento utile per produrre il caos in cui s’infila la politica trumpiana. «Strategia o patologia?», si chiedono ormai in tanti. Forse una strategia portata alle sue estreme conseguenze che ora sembra spiazzare anche i suoi stretti collaboratori e gli alleati storici (vedi la mesta fine del ruolo di pontiera di Giorgia Meloni).
Trump ha costruito questa fittissima trama di parole, spesso sconnesse o accennate, talvolta ripetute e biascicate, aprendo un social dove riversa il suo pensiero quotidiano. Il social si chiama «Truth», Verità. In fondo non troppo originale, ci aveva già pensato il Partito comunista russo con il quotidiano «Pravda» (Verità). Siamo distanti dalla «parresia» greca, apparsa per la prima volta in Euripide (484-407 a. C.) che ha aperto la riflessione nel pensiero occidentale sul «dire la verità». Il «parresiastes» era colui che affermava il vero e che correva un rischio nel farlo, di perdere la sua popolarità, di ferire un’amicizia. Oggi la verità è stata incorporata dalla propaganda, vero e falso si confondono, si elidono.
In questa confusione dove volano i detriti della violenza verbale e quelli delle guerre accese in modo incauto, vale forse la pena ricomporre una summa delle dichiarazioni di Trump, sapendo dal principio che non sarà mai esaustiva.
*****************************************************
«Ho concesso la grazia ai 1500 ostaggi del 6 gennaio 2021 (gli assalitori di Capital Hill, ndr). Ciò che hanno fatto loro è oltraggioso e raramente si è verificato qualcosa di simile nella storia del nostro paese. Una grave ingiustizia. Abbiamo vinto le elezioni perché l’opinione pubblica americana è stanca di persone come voi che sono solo di parte, persone orribili»
(21 gennaio 2025, il giorno dopo l’insediamento)
«Gaza potrebbe diventare la Riviera del Medio Oriente»
(5 febbraio 2025)
«L’Unione europea è stata creata per fregare gli Stati Uniti, siamo sinceri. Questo lo scopo, e hanno fatto un buon lavoro ma ora io sono il presidente»
(19 febbraio 2025)
«Io, Donald J. Trump, presidente degli Stati Uniti d’America, ritengo che le condizioni attuali, tra cui la mancanza di reciprocità nelle nostre relazioni commerciali bilaterali, le diverse aliquote tariffarie e barriere non tariffarie e le politiche economiche dei partner commerciali statunitensi che reprimono i salari e i consumi interni, come indicato dagli ampi e persistenti deficit commerciali annuali degli Usa, costituiscano una minaccia insolita e straordinaria per la sicurezza nazionale e l’economia degli Stati Uniti»
(2 aprile 2025)
«Sono dichiarazioni incendiarie quelle di Zelensky che rendono così difficile risolvere questa guerra. Non ha nulla di cui vantarsi! La situazione per l’Ucraina è disastrosa: può ottenere la pace o può combattere per altri tre anni prima di perdere l’intero Paese. Siamo molto vicini a un accordo, ma l’uomo senza carte da giocare (Zelensky, ndr) dovrebbe ora, finalmente, farlo. Non vedo l’ora di poter aiutare l’Ucraina e la Russia a uscire da questo caos totale, che non sarebbe mai iniziato se fossi stato io presidente!».
(23 aprile 2025)
«Il presidente francese Emmanuel Macron, in cerca di fama, ha erroneamente detto che ho lasciato il vertice del G7 in Canada per tornare a Washington e lavorare a un “cessate il fuoco” tra Israele e Iran. Sbagliato! Non ha idea del motivo per cui sono tornato a Washington, ma sicuramente non si tratta di un cessate il fuoco. Il problema è molto più grande. Intenzionalmente o meno, Emmanuel sbaglia sempre le cose. Restate sintonizzati!».
(17 giugno 2025)
«Adoro l’odore delle deportazioni al mattino (il riferimento è alle politiche anti-immigratorie dell’Ice, ndr)»
(7 settembre 2025)
«Sto facendo un ottimo lavoro per la pace in Medio Oriente. Dovrei ricevere molti premi per questo. Non ricevere il Nobel per la pace sarebbe un insulto per gli Usa»
(9 ottobre 2025)
«Maduro ha i giorni contati»
(4 novembre 2025)
«Orbàn è un leader fantastico e un forte statista. È in grado di proteggere il suo Paese in un mondo in cui molti leader non sono più in grado di farlo»
(7 novembre 2025)
«Il governatore ritardato del Minnesota, Tim Walz, non fa nulla, per paura, incompetenza o entrambe le cose»
(26 novembre 2025)
«Sembra che l’Honduras stia cercando di cambiare i risultati delle sue elezioni presidenziali. Se lo faranno ci sarà l’inferno»
(2 dicembre 2025)
«L’Europa è destinata a scomparire entro 20 anni»
(6 dicembre 2025)
«Sleepy Joe Biden è stato, di gran lunga, il peggior Presidente della storia americana. Ha vinto l’elezione “più corrotta di sempre” e ha fatto un uso senza precedenti dell’autopen»
(18 dicembre 2025)
«Buon Natale a tutti, compresa quella feccia della sinistra radicale che sta facendo di tutto per distruggere il nostro Paese, ma sta fallendo miseramente. Non abbiamo più frontiere aperte, uomini negli sport femminili, transgender per tutti o forze dell’ordine deboli. Quello che abbiamo sono mercati azionari e fondi pensione 401K ai massimi storici, i tassi di criminalità più bassi degli ultimi decenni, nessuna inflazione e, ieri, un Pil del 4,3%, due punti in più rispetto alle previsioni. I dazi ci hanno portato trilioni di dollari in termini di crescita e prosperità, oltre alla sicurezza nazionale più forte che abbiamo mai avuto. Siamo di nuovo rispettati, forse come mai prima d’ora. Dio benedica l’America!!!»
(25 dicembre 2025)
«Voglio la Groenlandia, non credo che si opporranno troppo. Dobbiamo averla. La Danimarca è un popolo meraviglioso, ma non possono proteggerla»
(5 gennaio 2026)
«Considerando che il vostro Paese (la Svezia, ndr) ha deciso di non darmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato 8 guerre, non mi sento più in obbligo di pensare esclusivamente alla Pace, anche se resterà sempre predominante. Ora posso pensare a ciò che è buono e appropriato per gli Stati Uniti d’America»
(20 gennaio 2026)
«Gli europei sono stupidi. Sono parassiti che non arriverebbero da nessuna parte senza gli Stati Uniti»
(21 gennaio 2026)
«Non sono contento del Regno Unito. Ci sono voluti tre o quattro giorni per capire dove atterrare. Non abbiamo a che fare con Winston Churchill… (l’accusa è al primo ministro britannico Starmer che non voleva concedere la base militare nelle Isole Chagos agli Usa, ndr)»
(3 marzo 2026)
«Stiamo distruggendo completamente il regime terroristico dell’Iran. Guardate cosa succede oggi a queste squilibrate canaglie. Hanno ucciso persone innocenti in tutto il mondo per 47 anni e ora io, come 47esimo presidente Usa, sto uccidendo loro»
(13 marzo 2026)
«Cuba? Che la liberi o la prenda, penso di poterci fare tutto quello che voglio»
(17 marzo 2026)
«Cuba sarà la prossima. Ma fate finta che non l’ho detto. Per favore, per favore, giornalisti, per favore…»
(28 marzo 2026)
«Non sono mai stato convinto dalla Nato. Ho sempre saputo che erano una tigre di carta, e anche Vladimir Putin lo sa, tra l’altro»
(31 marzo 2026)
«I partner della Nato si sono mostrati riluttanti ad aiutare a riaprire lo Stretto (di Hormuz, ndr), attraverso il quale transita solitamente il 20% del petrolio mondiale. Oltre a non esserci stati, è stato davvero difficile da credere. E non è che abbia fatto una grande campagna di persuasione. Ho solo detto: “Ehi”, non ho insistito troppo. Penso solo che dovrebbe essere automatico. L’Ucraina non era un nostro problema. Era un test, e noi ci siamo stati per loro, e ci saremmo sempre stati. Ma loro non ci sono stati per noi»
(1 aprile 2026)
«Macron, la cui moglie lo tratta estremamente male… si sta ancora riprendendo dal pugno che ha preso alla mascella»
(2 aprile 2026)
«Aprite quel fottuto Stretto, pazzi bastardi, o finirete all’inferno – vedrete! Sia lodato Allah. Se non fanno un accordo in fretta, sto valutando di far saltare tutto in aria e prendere il controllo del petrolio. Vedrete ponti e centrali elettriche crollare ovunque»
(5 aprile 2026)
«Stanotte un’intera civiltà morirà, per non essere mai più riportata in vita. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà»
(6 aprile 2026)
«Un criminale straniero clandestino proveniente da Haiti, che è stato fatto entrare nel nostro Paese dal PEGGIORE presidente della storia, quel disonesto di Joe Biden, e dai democratici radicali al Congresso, ha appena picchiato a morte una donna innocente con un martello in una stazione di servizio in Florida. Il video del suo brutale omicidio è una delle cose più raccapriccianti che potrete mai vedere. A questo animale è stato permesso di restare qui perché l’amministrazione Biden ha concesso a lui, e a tutti gli haitiani, lo “Status di Protezione Temporanea”, un programma massicciamente abusato e fraudolento che la mia amministrazione sta cercando di abolire, ma i giudici liberali squilibrati dei tribunali distrettuali ci stanno ostacolando. (…) Ai miei colleghi repubblicani, e francamente a tutti gli americani dotati di buon senso, NON DIMENTICATE MAI che Joe Biden e il Partito Democratico hanno trasformato gli Stati Uniti d’America in una discarica, permettendo a decine di MILIONI di criminali, pazzi e malati di mente provenienti da tutto il mondo di riversarsi nel nostro Paese, totalmente non controllati e senza alcun vaglio attraverso le nostre frontiere spalancate. Come ho sempre detto, se si importa il Terzo Mondo, si diventa il Terzo Mondo, ed è ciò che è accaduto nei quattro anni di governo democratico»
(10 aprile 2026)
«Papa Leone è DEBOLE in materia di criminalità e pessimo in politica estera. Parla della «paura» dell’amministrazione Trump, ma non menziona la PAURA che la Chiesa cattolica, e tutte le altre organizzazioni cristiane, hanno provato durante il Covid quando arrestavano sacerdoti, pastori e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose, anche all’aperto e mantenendo una distanza di tre o addirittura sei metri. Mi piace molto di più suo fratello Louis che lui, perché Louis è tutto MAGA. Lui capisce, e Leone no! Non voglio un Papa che pensi che sia OK che l’Iran abbia un’arma nucleare. Non voglio un Papa che pensi che sia terribile che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che inviava enormi quantità di droga negli Stati Uniti e, peggio ancora, svuotava le proprie prigioni, liberando assassini, spacciatori e omicidi, nel nostro Paese. E non voglio un Papa che critichi il Presidente degli Stati Uniti perché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, CON UNA VITTORIA SCHIACCIANTE, ovvero portare i tassi di criminalità ai minimi storici e creare il miglior mercato azionario della storia. Leo dovrebbe essere grato perché, come tutti sanno, è stata una sorpresa scioccante. Non era su nessuna lista per diventare Papa, ed è stato messo lì dalla Chiesa solo perché era americano, e pensavano che fosse il modo migliore per affrontare il presidente Donald J. Trump. Se non fossi alla Casa Bianca, Leo non sarebbe in Vaticano. Sfortunatamente, Leo è debole sulla criminalità, debole sulle armi nucleari, e questo non mi sta bene, né il fatto che incontri simpatizzanti di Obama come David Axelrod, un PERDENTE della sinistra, che è uno di quelli che volevano che i fedeli e il clero fossero arrestati.
Leone dovrebbe darsi una regolata come Papa, usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico.
Questo gli sta facendo molto male e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la Chiesa cattolica!»
(13 aprile 2026)