Tribunale
domenica 31 Maggio, 2026
Abusi sulle tre nipotine dell’amico: anziano condannato a 5 anni in Appello. Ora rischia il carcere
di Ubaldo Cordellini
Ridotta di un anno la pena. L’uomo avrebbe preso di mira prima le sorelline più grandi e per questo ha patteggiato Poi la piccola si è resa conto di quanto subito e si è confidata con la mamma
Avrebbe abusato delle nipotine del suo migliore amico. Prima le due più grandicelle. E poi la più piccola. Per le prime due aveva già patteggiato una pena di due anni di reclusione e un risarcimento, ma poi anche la terza aveva puntato il dito contro di lui confermando le accuse anche in un colloquio con la psicologa nominata dal giudice che l’ha sentita con tutte le tutele del caso nella stanza protetta alla presenza dei legali della difesa e della parte civile.
La sentenza
Il racconto della bambina, che all’epoca dei fatti, tra il 2008 e il 2010 quando aveva dai 6 ai dieci anni, ha portato alla condanna dell’uomo, un pensionato ultrasettantenne del Trentino orientale, a 6 anni di reclusione per violenza sessuale aggravata. Condanna confermata nei giorni in Corte d’appello, ma con una pena leggermente ridotta a 5 anni di reclusione. L’aggravante è stata applicata perché il reato è stato commesso su una bambina con meno di dieci anni di età. Ora i suoi difensori presenteranno ricorso in Cassazione. Nel caso in cui dovesse essere respinto, l’uomo rischia di vedersi aprire davanti a sé le porte del carcere. Questo perché difficilmente potrà sperare nella prescrizione. La riduzione della pena dai 6 ai 5 anni di reclusione deriva proprio dal fatto che sono stati presi in considerazione solo gli episodi che si sarebbero verificati prima che la bambina avesse i dieci anni. Per quelli successivi, fino al 2013, che erano inizialmente contestati, i giudici hanno ritenuto che non vi fosse più l’aggravante e quindi fosse intervenuta la prescrizione.
Le molestie sulle sorelle
Secondo quanto raccontato dalla bambina e, prima di lei dalle sorelline più grandi, le molestie sarebbero andati avanti per anni. Episodi che hanno segnato le tre bambine che, però, avevano quasi rimosso tutto per poi riscoprire quelle attenzioni particolari da parte dell’anziano amico del nonno. Una specie di secondo nonno di cui si fidava tutta la famiglia. Le bambine vivono in un’altra regione italiana dove la mamma si è sposata, ma tornavano nella valle in cui vive il nonno per passare l’estate all’aria fresca in montagna. L’uomo era amico fin da ragazzo del nonno delle bambine e lo andava a trovare molto spesso. E spesso veniva invitato a pranzo o a cena. Quindi le bambine avevano una certa familiarità con lui e si fidavano. Secondo i brutti ricordi che sono riemersi dopo qualche anno, però, l’uomo avrebbe approfittato di loro. Proprio durante quei pomeriggi estivi a casa del nonno delle bambine, l’uomo si sarebbe appartato con le bambine e le avrebbe molestate e toccate fingendo che fosse un gioco. In un primo momento, le piccole non si sono rese conto che quello che l’uomo faceva loro era profondamente sbagliato. Poi, però, le due più grandi hanno capito che quelli erano abusi e si sono confidate con la mamma. Ma sono passati almeno quattro o cinque anni e gli episodi sono stati numerosi. Così è partito un primo procedimento penale riguardante solo le molestie sulle due bambine, che nel frattempo erano diventate ragazzine, più grandi. Il procedimento si è concluso, appunto, con il patteggiamento a due anni e il risarcimento.
Le violenze sulla piccola
Poi la mamma delle bambine ha spiegato alle assistenti sociali che anche la terza figlia stava male e aveva brutti ricordi riguardanti le sue estati in Trentino. Così è partita una nuova inchiesta e la ragazzina ha spiegato che quell’uomo si appartava con lei e le infilava le mani nella mutandine e la toccava con insistenza nelle parti intime. L’uomo, dal canto suo, ha sempre negato ogni addebito. Ha spiegato di aver patteggiato la prima volta per chiudere la vicenda e ha aggiunto che la bambina più piccola non l’aveva mai neanche avvicinata. Ma i giudici non gli hanno creduto e ora rischia il carcere se la Cassazione dovesse respingere il suo ricorso.
La tragedia
L'istituto Rosa Bianca piange Antonio Toscani, il prof-scalatore: «Si era trasferito in Trentino per amore delle montagne»
di Redazione
Il doloroso ricordo del dirigente Felicetti e dei colleghi di Cavalese e Predazzo: «Un docente eccellente, amato dai ragazzi. Aveva scelto il Trentino per amore delle vette e della natura»