Rovereto

martedì 7 Aprile, 2026

Urban City, il rilancio punta sul food: trattative con fast food e cucina orientale per riempire i negozi vuoti

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Mauro Giacca annuncia una revisione degli spazi interni per attrarre nuovi player della ristorazione: l'obiettivo è aumentare l'attrattività del centro e contrastare definitivamente il degrado dell'area

Nuova vita per l’Urban City, parola di Mauro Giacca che ha assicurato una revisione degli spazi interni per consentire a nuove realtà commerciali di insediarsi al posto di quei negozi che hanno deciso, negli ultimi mesi, di abbandonare il centro commerciale. Perché sempre più l’Urban City vuole essere polo aggregatore e di socializzazione al fine di completare quella mission iniziale, di rilancio dell’area e messa in sicurezza degli spazi esterni cittadini (teatro di microcriminalità ndr), che lo stesso imprenditore trentino ammette aver fatto progressi, anche se ora, in questa nuova fase: «Servirà più rigidità, la rigidità del padre – sintetizza Giacca -, quella che bastava ti lanciasse un’occhiata per farti smettere di fare le marachelle, ma pur sempre con il cuore della madre».

L’Urban City (Consorzio Urban City), diviso tra un 70% di proprietà di Giacca e il restante 30% in capo a Dao (che ha il piano interrato con bar e supermercato Conad) e alle Acli Trentine, ha vissuto negli ultimi mesi una riduzione di attività commerciali che hanno abbassato le serrande o hanno preferito trasferirsi altrove. La situazione ha destato non poca preoccupazione in città soprattutto per il timore che l’assenza di attività possa trasformare la piazza in un ambiente ancora più degradato. La preoccupazione era stata raccolta dal consigliere circoscrizionale della Centro, Ciro D’Antuono, che a dicembre aveva ricordato le cessazioni di varie attività quali Bureau Vallée, Deichmann (spostatosi al Millennium) e Kik. Secondo D’Antuono la riduzione dell’attrattività dell’area è dovuta a problemi di ordine pubblico perché «teatro quotidiano di fenomeni di spaccio e atti di prevaricazione da parte di gruppi giovanili».

Sia Giacca che il direttore generale di Dao, Alessandro Penasa, certificano che la situazione è di molto migliorata. Ma non risolta. «Che ci sia ancora qualche difetto è innegabile – spiega Giacca – ma con la polizia, le forze dell’ordine e il Questore stiamo facendo un ottimo lavoro. Ora serve continuare su questa strada e avere più rigidità». Ed è qui che trova sponda il riassetto del complesso commerciale. «Faremo migliorie e cambiamenti per fare in modo che ci sia la giusta attrattività». L’intenzione è di sfruttare il momento d’oro del settore food. In quest’ottica, sarebbero in corso trattative con importanti player del settore che vedono tra i più gettonati proponenti il mondo della cucina orientale e il più classico dei fast food americani. Uno di questi potrebbe prendere il posto dell’attuale Bar del Conad. Tutte voci, al momento, che Penasa non smentisce né conferma limitandosi a un lapidario «è ancora presto ufficializzare qualcosa». Di certo all’Urban City si vuole dare una seconda chance e per questo si punta su attività diverse dal passato.