Edilizia pubblica
martedì 26 Maggio, 2026
Itea, in un condominio di Peio le spese per il riscaldamento crescono del 70%. «Inquilini esasperati e la società si nega»
di Redazione
La denuncia del Sunia: «Nessun rispetto del regolamento»
In un anno si sono ritrovati le spese per la gestione del servizio calore, riscaldamento e acqua calda, aumentare di quasi il 70%. È quanto è successo tra il 2023 e il 2024 agli inquilini e proprietari residenti in un condominio di Peio gestito da Itea. I condòmini hanno sollecitato la società per avere chiarimenti, ma di fronte al muro di gomma opposto dalla Spa si sono rivolti al Sunia. Da un anno ormai anche le mail del sindacato cadono totalmente nel vuoto. Nessuna risposta. Nessuna spiegazione. «Gli inquilini sono esasperati e si sentono presi in giro – accusa Manuela Faggioni, segretaria del Sunia – . Abbiamo scritto e cercato un confronto, ma ogni nostra richiesta è stata o rimpallata o del tutto ignorata. Resta il fatto che queste persone subiscono un’esplosione dei costi e non hanno alcuna spiegazione».
I costi del servizio di gestione calore sono cresciuti in modo costante, dal 2018 a causa dell’aumento del costo del gas. Tra il 2023 e il 2024 c’è stata, però, una vera e propria esplosione con un conguaglio che è aumentato del 68,6% rispetto all’anno precedente. Un consistente incremento che è coinciso anche con il cambio di gestore. Si è passati dalla Cristoforetti alla Getec Italia.
«Il punto è da anni Itea non organizza assemblee condominiali per chi vive in questo stabile. Non si spiegano i costi, non si spiegano i nuovi accordi commerciali né le clausole contrattuali previste nell’accordo con il nuovo fornitore – denuncia Sunia, ricordando che il regolamento della società prevede che questi cambiamenti vengano votati in assemblea. Nei fatti, dunque, Itea si è limitata ad inviare bollettini per il pagamento di spese per le quali né ai proprietari degli alloggi né agli inquilini è dato sapere a cosa si riferiscano, quali criteri di riparto siano utilizzati o quali siano state le scelte effettuate dall’Istituto in materia di fornitori, manutenzioni o altro. «Itea non sta agendo in modo trasparente e corretto», incalza Faggioni che è pronta a fare valere le ragioni degli inquilini di Peio anche davanti al giudice.
«È inaccettabile che i vertici Itea neghino una spiegazione. I problemi legati alle spese “impazzite” per le bollette non sono una novità. Si sta chiedendo solo di confrontarsi per comprendere quali sono le ragioni alle origini di questa situazione. La società, che ricordiamo è una società pubblica, è tenuta ad essere trasparente. Assistiamo, invece, ad una reticenza che non ha giustificazioni e che non siamo più disposti a tollerare. Un comportamento che la società mette in atto di fronte a qualsiasi situazione che possa metterla in difficoltà e in questo modo non si risponde nemmeno alle segnalazioni urgenti, anche legate a problemi strutturali. Su questa specifica problematica non escludiamo che altri condòmini Itea stiano subendo situazioni simili. Chiediamo dunque di segnalare eventuali problemi. I nostri legali valuteranno situazione per situazione. Intanto gli inquilini di Peio attendono con una certa preoccupazione il prossimo conguaglio».