Grande opere

martedì 26 Maggio, 2026

Bypass di Rovereto, le richieste dalla Provincia a Rfi: «Galleria a sud di Marco, vincolo ambientale per Castel Pietra»

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Incontro tra sindaci e consiglieri provinciali della Vallagarina e il vicepresidente Spinelli, che però si oppone all'«opzione zero». «Sciagurata l'idea di mantenere lo status quo»

«Pare incomprensibile la poco lungimirante prospettiva improvvidamente ventilata nel corso del dibattito pubblico di valutare anche la cosiddetta soluzione zero: mantenere lo status quo provocherebbe gravi disagi al territorio». Che il vicepresidente provinciale Achille Spinelli fosse favorevole al bypass ferroviario non era un mistero. Una posizione, la sua, che già gli aveva attirato critiche e fischi al teatro di Besenello in occasione del secondo incontro pubblico con Rfi sul progetto lagarino. Ma che ieri ha ribadito con ancora più forza davanti ai sindaci e ai consiglieri provinciali di opposizione in occasione della conferenza di informazione sul bypass richiesta da questi ultimi. «Abbiamo richiesto questo incontro perché altrimenti il Consiglio provinciale di quest’opera non si sarebbe occupato – ha spiegato il primo firmatario della richiesta Alessio Manica, capogruppo del Pd –. Sarebbe stato un paradosso considerato che si tratta di un’opera che segnerà in maniera profonda il nostro territorio. Dobbiamo parlarne ora perché è adesso che decidiamo cosa succederà tra cinque o dieci anni, altrimenti rischiamo di trovarci come a Trento dove il Pnrr ci ha imposto tempi molto compressi».

Oltre che da Manica, la conferenza d’informazione ospitata ieri a Trento in sala Lenzi è stata richiesta da tutti i capigruppo dei partiti di opposizione: Francesco Valduga (Campobase), Paola Demagri (Casa Autonomia.eu ieri da remoto), Lucia Coppola (Avs) e Filippo Degasperi (Onda). A pungolare la Provincia, prima e dopo l’intervento del vicepresidente Spinelli, è stato il consigliere provinciale nonché ex sindaco di Rovereto Francesco Valduga (Campobase). A differenza dei consiglieri Filippo Degasperi e Lucia Coppola che si sono detti «contrari rispetto a questo modello di sviluppo» (il primo) e «preoccupati per le criticità ambientali, estremamente reali e concrete» (la seconda), Valduga ha esordito: «Non discutiamo più dell’utilità o meno dell’opera, questa era una discussione che andava fatti in altri tempi, chi amministra ha però l’obbligo di fare in modo che quest’opera sia la meno impattante possibile per i territori». Da qui l’appello alla Provincia che «deve avere un ruolo di regia. La sensazione invece – ha detto l’ex primo cittadino – è che piuttosto che mettersi alla testa delle amministrazioni comunali, la Provincia sia più che altro impegnata a giustificare quello che si sta facendo e affermare che sta andando tutto bene e non ci si deve preoccupare».

Dal canto suo il vicepresidente Spinelli ha voluto sottolineare il «corretto inquadramento della fase progettuale attuale, in cui Rfi è chiamata a presentare soluzioni, non gli elementi di dettaglio. Altrimenti incorriamo nel paradosso per cui da un lato si contesta l’eccessivo avanzamento del progetto paventando soluzioni tecniche già assunte e calate dall’alto, ma dall’altro si contesta una sorta di superficialità perché mancano i dettagli progettuali». Dopo aver ricordato i numeri che, secondo la Giunta provinciale, dimostrano la necessità dell’opera («Con l’entrata in servizio del tunnel di base del Brennero il transito giornaliero dei treni merci passerà da 60 a 160 convogli»), l’assessore ha illustrato «i quattro punti fondamentali su cui abbiamo richiesto massima attenzione come Provincia». Primo: l’imbocco della galleria a sud e il posto di movimento a Marco. «Abbiamo chiesto di minimizzare l’impatto sul centro abitato ed evitare soluzioni di isolamento residenziale, nonché di valutare la traslazione verso sud dell’imbocco della galleria o la realizzazione del tratto in trincea anziché alla quota del piano campagna». Secondo: l’utilizzo della località Casotte (Mori) come area di cantiere.

«Quell’area è già stata oggetto di un intervento di bonifica grazie al Pnrr ed è già interessata da un progetto di sviluppo industriale», ha chiarito Spinelli. Terzo: Castel Pietra, davanti a cui è prevista l’area di sollevamento, che la Provincia ha chiesto di spostare altrove per limitare l’impatto paesaggistico. Infine la quarta osservazione: la tutela delle acque di falda e dei pozzi di approvvigionamento. Delle osservazioni della Provincia, che non compaiono nell’elenco pubblicato sul sito del dibattito pubblico, ha chiesto conto la consigliera Francesca Parolari: «Sono il punto di caduta del confronto con le amministrazioni locali?». Domanda a cui non è stata data risposta. A margine è stato però spiegato che, forte dell’interlocuzione privilegiata con Rfi, il dirigente generale della Provincia Raffaele De Col ha provveduto a inviare le quattro osservazioni al gruppo ferroviario.

Nella seconda fase della conferenza di informazione la parola è passata ai primi cittadini (erano presenti i sindaci dei Comuni di Rovereto, Besenello, Calliano, Nomi, Volano, Mori, Ala, Avio, il presidente della Comunità di valle Alberto Scerbo e l’assessora di Trento Monica Baggia), che hanno riassunto le osservazioni presentate, non senza polemiche. «Era compito dei sindaci analizzare trecento pagine di esiti geognostici?», ha chiesto il primo cittadino di Nomi Alessandro Riolfatti. «Ringrazio per questa occasione ma sarebbe stato più utile incontrarci nel corso del dibattito pubblico», ha affermato il sindaco di Besenello Walter Battisti. «Purtroppo oggi arriviamo fuori tempo massimo», ha ribadito il primo cittadino di Calliano Lorenzo Conci. «Avete ragione, però noi avevamo fatto richiesta per tempo affinché questo progetto arrivasse in Terza commissione e la richiesta ci è stata rifiutata, per questo abbiamo dovuto ricorrere alla conferenza di informazione – ha risposto il dem Manica –. Purtroppo ci ritroviamo in questa situazione paradossale in cui come Provincia stiamo giocando un ruolo marginale rispetto all’opera».