La mostra
giovedì 12 Marzo, 2026
«Io ero, sono, sarò»: a Trento la mostra fotografica di Silvia Amodio sul tumore al seno e la forza di rinascere
di Redazione
L’esposizione fotografica sarà visitabile fino a martedì 31 marzo
Il volto, il corpo e la storia oltre la diagnosi. Aprirà domani a Trento, nella suggestiva cornice delle Cantine di Torre Mirana in via Belenzani 3, la mostra fotografica “Io ero, sono, sarò”. Il progetto, ideato dalla fotogiornalista Silvia Amodio e curato da Lucia Di Gruttola, approda per la prima volta in Trentino grazie all’impegno dell’Associazione Lotus, da anni in prima linea nella promozione della cultura della prevenzione e nel sostegno a chi affronta il tumore al seno.
L’esposizione si compone di 50 ritratti di grande formato (49 donne e un uomo), arricchiti da testimonianze dirette che raccontano fragilità, coraggio e, soprattutto, rinascita. Non si tratta solo di una mostra d’arte, ma di un percorso narrativo che mira a restituire dignità ai pazienti, invitando il pubblico a superare lo stigma della malattia. Attraverso l’obiettivo di Silvia Amodio, la fotografia diventa uno spazio di riflessione sul valore del tempo e sulla forza delle relazioni umane.
L’Associazione Lotus ha voluto fortemente questo appuntamento a Trento per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza della diagnosi precoce e per creare un momento di empatia collettiva. La scelta della fotografa non è casuale: Silvia Amodio è una professionista nota a livello internazionale per la sua capacità di unire etica ed estetica, avendo documentato temi complessi come l’Aids in Sudafrica e il lavoro minorile in Perù.
La mostra sarà accessibile al pubblico fino a martedì 31 marzo con i seguenti orari:
Dal martedì al venerdì: ore 15.00 – 19.00
Sabato e domenica: ore 10.00 – 13.00 e 14.00 – 19.00
Lunedì: chiuso
L’iniziativa gode del supporto del Comune di Trento, di Coop Lombardia, Coop Trentino Südtirol, Asuit e dell’Associazione Alimenta Amore. Un’occasione preziosa per guardare dritto negli occhi la malattia e scoprire che, nonostante tutto, l’identità di una persona rimane integra nel suo divenire: ero, sono e sarò.
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