Sanità

mercoledì 11 Marzo, 2026

Papillomavirus, in Trentino nel 2025 oltre 43mila dosi di vaccino somministrate: «Obiettivo 90% di copertura tra le donne fino ai 40 anni»

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Un dato fra i più alti del Paese: «Merito di diffusione, della gratuità del servizio e open days»

Oltre 43 mila dosi distribuite nel solo 2025, con una copertura vaccinale che supera l’80% tra ragazze e giovani donne di diverse classi d’età e l’obiettivo del 90% ormai a portata di mano. Sono più che incoraggianti i dati della campagna informativa per la vaccinazione anti-HPV in Trentino, lanciata nel settembre 2024 in conformità con le strategie europee e con l’ambizioso obiettivo dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), che punta a eliminare il cancro cervicale entro il 2030.

I numeri, anticipati ieri alla Fondazione Pezcoller mentre la campagna è ancora in corso (durerà fino al 2028), fotografano una grande adesione all’iniziativa. La campagna persegue gli obiettivi fissati dallo «Europe’s Beating Cancer Plan»: il 90% di copertura tra le ragazze e un significativo incremento della vaccinazione tra i giovani maschi e nella popolazione adulta. Tra i target specifici previsti entro il 2027, una copertura del 50% per le donne fino a 40 anni e per gli uomini fino a 30 anni.

In Trentino il dato è particolarmente positivo tra le ragazze, soprattutto quelle nate tra il 2006 e il 2011: l’obiettivo dell’80% viene superato nelle coorti 2006, 2008 e 2009. Per nove anni di nascita compresi tra il 1997 e il 2013 la copertura supera comunque il 75%, rispetto a una media nazionale che si attesta intorno al 70%. Fanno leggermente peggio i ragazzi, che non arrivano all’80%, ma in tre coorti (2008, 2009 e 2010) superano il 75% e il 70% in altre tre. La provincia di Trento risulta così tra i territori più virtuosi in Italia, in particolare tra le donne adulte.

Tra le ragioni del successo, per Galligioni, ci sono una diffusa consapevolezza nella popolazione e la scelta politica e sanitaria di estendere la gratuità del vaccino a fasce d’età – fino a 40 anni per le donne e 30 per gli uomini – che nel resto d’Italia sono generalmente escluse dal regime gratuito. «La Provincia – spiega – è consapevole dell’importanza di estendere il più possibile la copertura vaccinale a tutta la popolazione». Un altro punto di forza è l’organizzazione proattiva, simile a quella degli screening oncologici, con iniziative come gli «open day», disponibili ogni secondo sabato del mese. «Il piano prevede una chiamata attiva, come avviene per esempio per la mammografia: viene inviato un invito diretto, “sei invitato a vaccinarti, è gratis”».

È stato inoltre introdotto un software dedicato che permette la prenotazione online. Altro aspetto determinante l’investimento finanziario necessario per realizzare l’iniziativa: «In Trentino si registrano circa 10 diagnosi di cancro al giorno, considerando tutte le tipologie, mentre grazie ai Pap test vengono identificate 260 lesioni precancerose che, se non asportate, potrebbero evolvere in tumore». A livello nazionale – prosegue Galligioni – i tumori causati da virus rappresentano l’8,5% del totale. Di questi, 6.800 casi sono dovuti al papillomavirus umano: 2.700 diagnosi di cancro della cervice uterina, 1.200 della vulva, 200 della vagina, quasi 2.000 dell’orofaringe, 300 dell’ano e 500 del pene. Da quando il vaccino è stato approvato nel 2006, però, i casi hanno iniziato a diminuire in maniera evidente: «Una rivoluzione nel mondo dell’oncologia, della prevenzione e della lotta al cancro».