Trasporti
lunedì 2 Marzo, 2026
Mobilità nelle valli dell’Avisio: l’81% dice sì alla ferrovia Trento-Penia e l’86% oggi usa solo l’auto
di Gilberto Bonani
Il sondaggio di Transdolomites ha raccolto oltre 5.000 risposte: boccate le soluzioni su gomma e gli impianti a fune, mentre cresce la critica per lo scarso impegno della politica
Sono oltre cinquemila le risposte pervenute al sondaggio online sulla mobilità nelle valli dell’Avisio proposto dall’associazione Transdolomites. Oltre la metà degli interventi arrivano dall’Italia con una quota del 51% rappresentata dalla Regione Trentino-Alto Adige. Per l’estero le risposte provengono da turisti di 36 Stati. I più rappresentati Germania e Svizzera. Dall’analisi delle risposte ottenute si nota una corrispondenza con ricerche svolte anche da altri soggetti diversi da Transdolomites.
Nelle Valli dell’Avisio l’automobile risulta essere all’86% il mezzo più utilizzato. I mezzi pubblici si fermano al 10%. Alla domanda che riguarda l’interesse al tema mobilità il 71% è la percentuale di chi si è dichiarato molto interessato al tema con un quasi 13% abbastanza interessato. Una buona parte (81%) è molto favorevole alla Ferrovia Avisio e il 12% abbastanza favorevole. «Questo ultimo dato – afferma il presidente di Transdolomites Massimo Girardi – è per noi motivo in più per continuare sulla strada della comunicazione sulla proposta di collegamento Trento – Penia.
Gli aspetti positivi indicati nel questionario rispecchiano le problematiche dei territori che vivono il turismo di massa. Riduzione del traffico e possibilità di muoversi senza auto sono gli aspetti maggiormente cliccati. Alta l’attenzione al valore sociale della ferrovia, al benessere e qualità della vita. Nelle ultime posizioni la proposta alternativa che prevede l’impianto a fune orizzontale o la costruzione di circonvallazioni e nuove strade. Gli aspetti critici rilevati dal sondaggio sono rivolti allo scarso impegno politico sulla questione, a seguire le tempistiche sulla realizzazione, il timore dell’impatto ambientale-paesaggistico dell’opera e le risorse finanziarie necessarie. «Non ci aspettavamo una percentuale così alta di sostegno alla proposta ferroviaria» afferma Massimo Girardi.
«Cresce la consapevolezza sul fenomeno traffico, sulla questione sociale e ambientale. Stiamo capitalizzando l’impegno quotidiano e costante in questi anni promuovendo studi, i tanti eventi pubblici con l’obiettivo di diffondere le conoscenze sui temi della mobilità e le soluzioni per governarla. Quel lavoro sarebbe stato doveroso da parte di chi siede in politica e che invece, da troppi anni, ha vissuto nell’ombra. Una volta concluso il sondaggio, i dati raccolti verranno trasferiti a una società esterna a Transdolomites per essere verificati e pubblicati. Procederemo poi a consegnare i risultati della ricerca alla Provincia e a RFI (Rete Ferroviaria Italiana). Pubblicamente saranno presentati in una conferenza stampa a fine mese marzo». Il sondaggio continua.