Università
lunedì 30 Marzo, 2026
Un avatar per studiare il tumore pediatrico al cervello e nuovi farmaci: i risultati della ricerca di Unitn e Ospedale Bambino Gesù di Roma
di Redazione
Il professore Luca Tiberi: «Traguardo importante per lo screening oncologico»
Un “avatar” in miniatura che riproduce il tumore cerebrale pediatrico, per poter osservare meglio l’efficacia delle terapie oncologiche. È il risultato a cui sono arrivati attraverso uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Protocols, i ricercatori dell’Università di Trento e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
Nello specifico, la ricerca ha permesso di sviluppare un organoide, cioè un modello tridimensionale in miniatura di organi coltivati in laboratorio: quelli derivati da pazienti per la ricerca oncologica come questo vengono definiti tumoroidi, e sono generati a partire da biopsie. Si tratta quindi di uno strumento predittivo che potrebbe avere un grande impatto sulla ricerca oncologica: «È come studiare in un avatar del tumore ciò che avviene in vivo con tutti i vantaggi di poter verificare l’efficacia delle terapie senza doverlo fare direttamente sui bambini e sulle bambine malate – spiega Luca Tiberi, professore dell’Università di Trento e coordinatore del lavoro – I tumoroidi derivati dalle biopsie conservano la complessità fenotipica e strutturale della malattia, che si perde nelle colture 2D, e mantengono una maggiore eterogeneità cellulare rispetto agli organoidi ottenuti da cellule staminali. Nell’organoide possiamo testare diverse combinazioni di farmaci e ampliare lo screening. Questo protocollo fornisce una piattaforma solida e riproducibile per modellizzare in vitro i tumori cerebrali pediatrici e favorirà una più ampia diffusione dei tumoroidi nella ricerca preclinica».
La ricerca prosegue ora anche su un altro fronte: quello dello sviluppo di modelli per testare nuovi farmaci contro tumori cerebrali pediatrici meno aggressivi, come i gliomi di basso grado.
Il caso
L’assessore Spinelli lancia l’allarme: «Wired Next Fest 2026 a Rovereto rischia di saltare»
di Simone Casciano
La chiusura di Wired Italia mette in forte dubbio la tre giorni dell’innovazione prevista dal 27 al 29 settembre. La Provincia tratta con la sede europea della testata e cerca soluzioni per salvare l’evento, per il futuro si cercano nuovi partner