Cronaca
giovedì 9 Luglio, 2026
Traffico internazionale di droga a Trento: 27 condanne per 86 anni, tra loro narcos colombiani. Sequestrati oltre 27 milioni di euro
di Redazione
L'indagine della Guardia di Finanza risale al 2023, ieri le sentenze davanti al giudice per le indagini preliminari
Si è chiuso con 27 condanne il primo capitolo giudiziario della maxi inchiesta sul riciclaggio internazionale dei proventi del narcotraffico coordinata dalla Procura distrettuale di Trento e condotta dalla Guardia di Finanza. Nell’udienza davanti al giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Trento sono stati definiti, con rito abbreviato e patteggiamento, numerosi procedimenti a carico degli imputati coinvolti nell’organizzazione criminale transnazionale smantellata nel 2023.
Il bilancio è di 27 sentenze di condanna e 10 assoluzioni, con pene complessive pari a 86 anni, 11 mesi e 10 giorni di reclusione per i reati di associazione per delinquere e riciclaggio di denaro proveniente dal traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Il giudice ha inoltre disposto confische dirette e per equivalente per oltre 27,3 milioni di euro, corrispondenti ai profitti delle attività di riciclaggio e autoriciclaggio contestate.
L’inchiesta aveva preso il via nel 2019 ed era culminata nel maggio 2023 con una vasta operazione della Guardia di Finanza di Trento, supportata dallo S.C.I.C.O., da numerosi reparti territoriali del Corpo, dalla squadra di polizia giudiziaria della Procura e da funzionari di Europol. In quell’occasione erano state eseguite 42 ordinanze di custodia cautelare in carcere, cinque delle quali all’estero, tra Colombia e Spagna, e sequestri per oltre 18,5 milioni di euro.
Complessivamente erano finite sotto indagine 47 persone, di cui 26 straniere (colombiane, marocchine, albanesi e siriane), ritenute parte di un’associazione per delinquere di carattere transnazionale specializzata nel riciclaggio dei proventi del narcotraffico internazionale in favore dei cartelli sudamericani.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Trento, hanno ricostruito una sofisticata rete di riciclaggio attiva in diversi Paesi europei ed extraeuropei. Secondo gli investigatori, il gruppo si avvaleva di società, intermediari finanziari, conti correnti esteri e complessi sistemi di movimentazione del denaro per occultarne la provenienza illecita e reinvestire i capitali nell’economia legale.
L’attività investigativa si è sviluppata anche grazie a un’articolata cooperazione internazionale che ha coinvolto autorità giudiziarie e di polizia di 27 Paesi, con il supporto della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, di Eurojust, Europol e della Homeland Security Investigations statunitense.
Secondo la Procura, le confische rappresentano uno dei risultati più significativi dell’inchiesta, perché hanno consentito di sottrarre al circuito criminale ingenti disponibilità economiche, impedendo il consolidamento dei profitti derivanti dal traffico internazionale di droga.
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