la prima nazionale

venerdì 28 Ottobre, 2022

Se l’orso diventa metafora delle nostre paure: riti e racconti in uno spettacolo teatrale

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La Sat capofila del progetto. La regista Venturini: in scena racconti frammentati, danze primitive accennate e mutamenti dall’interno all’esterno del corpo dei partecipanti

Si terrà in prima nazionale al Teatro di Villazzano (domenica 30 ottobre, alle 20.45) il debutto di «Ursus – anatomia di un rito». Il 3 novembre andrà in scena nel veneziano per poi partire, in aprile, con una tournée in diversi teatri tra Trentino e Veneto.

Un progetto partecipato e di cui la Sat è capofila. «Facciamo e partecipiamo a tanti incontri sul tema dell’orso – dice la vicepresidente Sat, Elena Guella -. Sono approfondimenti di carattere scientifico e tecnico, per fornire un’informazione il più oggettiva possibile con linguaggi che non permettono di raggiungere tutte le persone, o semplicemente ci sono persone non interessate. Quando ci hanno proposto questa iniziativa, che parla dell’orso in chiave artistica, come metafora di un animale simbolo delle nostre paure, del timore di ciò che non conosciamo, ci siamo entusiasmati. Come Sat siamo diventati capofila di un progetto che ha già avuto importanti ricadute sul territorio prima che diventasse opera teatrale e siamo convinti che ne avrà ancora anche fuori dal Trentino».
A spiegare la genesi e l’essenza dell’opera è la regista Laura Venturini: «Si tratta di uno spettacolo onirico che ha radici profonde e lontane. ‘Ursus – anatomia di un rito’ racconta l’esplorazione di sé attraverso la narrazione rituale e la sua efficacia simbolica, cui fa da guida e totem l’orso. Motore e fulcro di un percorso fatto di racconti frammentati, danze primitive accennate e mutamenti dall’interno all’esterno del corpo dei partecipanti. La figura dell’Orso esce dal Sogno di Tatjana, frammento del romanzo in versi Eugenio Oneghin di Aleksandr Puškin, con il contributo di Fondazione Caritro e il sostegno di Sat».
In scena la compagnia di teatro contemporaneo Notte dell’Orso ETS con gli attori che hanno i nomi di importanti orsi trentini: DANI Martina Sosio; JOZE Vittorio Tommasi; IRMA Asja Skatchinski; LORENZO Alvise Gioli; VIDA Isabella Sponchiado. Drammaturgia e regia dello spettacolo sono di Laura Venturini; movimenti scenici di Alvise Gioli, costumi di Asja Skatchinski, Martina Sosio, Laura Venturini; consulenza artistica di Carlo Emilio Tortarolo e Giulia Maria Zucchetta; musiche di Giovanni Dinello.
L’opera teatrale è il risultato di una ricerca artistica che si è sviluppata attraverso cinque salotti culturali sui temi del rapporto fra uomo e orso: Uomo, orso e altri animali – Salotto culturale sulle relazioni fra uomini e animali; Orsi di carta – Salotto culturale sull’orso nella letteratura e nei mass media; L’orso nell’Antropocene – Salotto culturale sull’impatto dell’uomo nell’ecosistema; Tana Trentino – Salotto culturale sulle abitudini dell’orso; Orso, uomo e paure – Salotto culturale sul conoscere le proprie paure e conoscere l’orso. Si sono aggiunte tre performance di teatro partecipato all’aperto a Molveno, Calceranica e Terlago, intitolate Notte dell’Orso (dando così nome alla compagnia teatrale) che hanno lasciato un segno tangibile del loro passaggio nella forma di 3 sculture in corten, rappresentanti un orso in piedi, che era sia scenografia, sia protagonista dello spettacolo.