Scuola
venerdì 17 Aprile, 2026
Scuole dell’infanzia, bocciata in commissione provinciale la proposta di legge popolare presentata dalle educatrici: si continuerà a fare attività anche nel mese di luglio
di Redazione
In aula arriva però l'apertura di Gerosa: «Non escludo accorpamenti in alcune scuole per facilitare il piano ferie»
Il Consiglio provinciale ha respinto il disegno di legge n. 41 niziativa popolare che puntava a modificare l’articolo 5 della legge provinciale sulle scuole dell’infanzia, eliminando il mese di luglio dal calendario scolastico.
Il provvedimento, depositato il 27 settembre 2024 e promosso da un comitato composto dalle educatrici Michela Lupi, Giorgia Sannicolò e Raffaella Fiorio, era sostenuto da 5.865 firme di cittadini. L’obiettivo dichiarato era quello di tutelare la qualità del sistema educativo trentino nella fascia 3-6 anni, esprimendo contrarietà all’eventuale apertura delle scuole dell’infanzia nel mese estivo.
Il testo prevedeva un limite massimo di apertura di 10 mesi all’anno, per cinque giorni alla settimana e per almeno sette ore al giorno, escludendo quindi il mese di luglio dal calendario scolastico.
Il disegno di legge era stato esaminato dalla Quinta Commissione consiliare, che nella seduta del 29 ottobre aveva espresso parere negativo con un solo voto favorevole e cinque contrari. Durante l’iter, il 3 aprile 2025, si era svolta anche un’audizione pubblica con la partecipazione dei promotori e di rappresentanti del mondo della scuola.
In aula il provvedimento è stato respinto con 5 voti favorevoli (tutti delle minoranze), 17 contrari e 9 astensioni.
Nel dibattito è intervenuta l’assessora Francesca Gerosa, che ha elencato le iniziative portate avanti dalla Giunta negli ultimi due anni, riconoscendo però l’esistenza di una frattura tra famiglie e insegnanti che, ha sottolineato, deve essere ricomposta.
Tra le misure rivendicate, la riduzione del numero massimo di bambini per sezione (da 25 a 24, con l’obiettivo di diminuire ulteriormente), l’aumento delle sezioni e del personale, l’introduzione di nuove figure di supporto organizzativo e il rafforzamento degli interventi sui bisogni educativi speciali.
L’assessora ha citato anche l’anticipo delle sostituzioni degli insegnanti assenti, la stabilizzazione di oltre 50 docenti, gli investimenti nella formazione e la digitalizzazione delle procedure di assunzione.
Sul fronte delle risorse, Gerosa ha ricordato lo stanziamento di 850 mila euro per cinque giorni di ferie aggiuntivi, misura rimasta però inattuata per la mancata firma dell’accordo sindacale.
Gerosa ha inoltre sottolineato il crescente numero di bambini iscritti al servizio estivo e la volontà di riorganizzare le strutture: «Allo studio misure di accorpamento per l’undicesimo mese in alcune strutture, in modo da poter ragionare sulle ferie e sui lavori di manutenzione delle scuole».