Cronaca
sabato 20 Giugno, 2026
Scontro mortale a Lavis, alla guida dell’auto un diciottenne neopatentato. Indagini concentrate sull’alta velocità
di Patrizia Rapposelli
In auto con mamma e fratello. L'incidente è costato la vita alla giovanissima ciclista Adele Cobelli
Era appena partita da casa in sella alla bicicletta da corsa. Aveva percorso in discesa due chilometri, quando si è trovata davanti l’auto che l’ha centrata. Così un sabato qualunque di allenamento si è trasformato in un dramma. Adele Cobelli, appena 14 anni, ne avrebbe compiuti 15 il 16 dicembre, promessa del ciclismo trentino, è morta investita ieri mattina, poco prima delle 13, a Pressano (Lavis), in via Sant’Antonio.
Ha fatto un volo di venti metri. È stata sbalzata, insieme alla bici, oltre al guardrail, finendo in un vigneto. Sulla strada è rimasta la sua scarpetta, persa al momento dell’impatto. Alla guida dell’auto, una Polo vecchia, c’era un giovane 18enne neopatentato del posto. Con lui viaggiavano il fratello e la mamma. La Procura di Trento ha aperto un fascicolo per omicidio stradale. Acquisirà gli atti dalla polizia locale Avisio. Da una prima ricostruzione, la Polo avrebbe tagliato la curva invadendo la corsia opposta sulla quale stava arrivando la ciclista.
L’incidente
Adele scendeva da località Masi di Sorni. Era poco distante dall’azienda agricola di famiglia e l’Agritur Cobelli, dove lei viveva con mamma Sara e papà Devis, il fratello Gioele. L’auto, invece, procedeva in salita, diretta sulle pendici verdi del Monte Corona. Aveva appena passato l’incrocio con via Clinga quando all’altezza della curva ha centrato la ragazza. Secondo una prima ricostruzione della polizia locale, l’auto avrebbe sbandato e allargato la curva invadendo la corsia di marcia di Adele. L’impatto è stato violento. Il giovane alla guida della Polo ha perso il controllo del veicolo. Ha continuato la corsa sul marciapiede per una cinquantina di metri. Ha sbattuto contro la barriera di sicurezza metallica sfondandola, per poi arrestare la corsa in prossimità delle strisce pedonali.
Il 18enne è rimasto illeso così come la mamma e il fratello che erano con lui in macchina. Tutti e tre sono scesi dall’auto, illesi, ma in stato di forte choc.
«C’era mio figlio alla guida… purtroppo », le parole della mamma del giovane conducente, tra le lacrime.
Saranno gli accertamenti tecnici e i rilievi effettuati dalla polizia locale – in supporto è arrivata anche una pattuglia dei carabinieri della stazione di Lavis — a ricostruire esattamente la dinamica dell’incidente e risalire alla velocità dell’auto.
I soccorsi
Per Adele non c’è stato nulla da fare. Automobilisti e residenti hanno chiamato il 112 e sono corsi in strada. Nella disperazione c’è chi ha portato un lenzuolo bianco per riparare il corpo di Adele in attesa dei soccorsi. Dopo la segnalazione la Centrale di emergenza ha subito fatto alzare in volo l’elicottero con a bordo l’equipe medica e il rianimatore. Sul posto anche i vigili del fuoco di Lavis coordinati da Omar Giovannini. Una corsa contro il tempo, l’intervento è stato rapido. Ma a nulla è servito. Adele è morta sul colpo e il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Sul posto è corsa la sua famiglia. C’erano la sua mamma e il suo papà, sorretti dai parenti, il sindaco Luca Paolazzi, caro amico del papà di Adele, tra le lacrime. In strada un silenzio straziante, i visi rigati da lacrime di disperazione.
Chi era Adele
Adele frequentava il primo anno del liceo Rosmini a Trento. Era una promessa del ciclismo trentino. Correva in mountain bike, per la squadra sportiva dilettantistica Asd Bike Movement Trentino Erbe di Lavis, nella categoria allievi, insieme al fratello Gioele, tre anni più grande, allenata dall’ex professionista Ivan Degasperi. Era stata convocata dal comitato trentino allievi per un ritiro che avrebbe dovuto iniziare lunedì. Un’altra tragedia che ricorda quella di Sara Piffer, uccisa da un automobilista proprio mentre si stava allenando a Mezzocorona a gennaio del 2025.
L'intervento
Morte di Adele Cobelli, parla Maurizio Fondriest: «Ciclisti poco rispettati. Servono bike lane su tutte le strade»
di Ubaldo Cordellini
«Chi si mette alla guida deve capire che il telefono cellulare non lo si deve mai guardare. Ci sono tutti i sistemi per rispondere alle chiamate senza distrarsi»
Cronaca
Travolta mentre si allenava in bici, la Procura apre un fascicolo per omicidio stradale. La Federciclismo: «È il momento di passare dalle parole ai fatti»
di Redazione
Dagnoni: «La scomparsa di Adele ci lascia gravemente addolorati. La sicurezza di chi va in bicicletta deve diventare una priorità assoluta»