Cronaca
domenica 3 Agosto, 2025
Scomparso un anno fa sul Latemar: il mistero del turista giapponese. Prende gli impianti, poi il nulla
di Benedetta Centin
L’insegnante, 63 anni, aveva scelto di fare tappa in Trentino, in val di Fiemme durante il suo tour in Italia
A giorni sarà un anno dalla scomparsa di Aramaki Nahoiro, l’insegnante giapponese di 63 anni che aveva scelto di fare tappa anche in Trentino, in val di Fiemme, durante il suo tour in Italia. Un anno trascorso senza che ci siano state segnalazioni o eventuali avvistamenti da parte di escursionisti o cacciatori che battono la zona, senza che possibili tracce siano state fiutate dai cani al seguito. Al momento rimane un mistero che fine abbia fatto il turista, dove trovarlo, vittima probabilmente di un incidente lungo un sentiero. Quale si può solo supporre.
Di certo c’è che il professore era stato visto l’ultima volta l’8 agosto 2024. Sul Latemar. Immortalato, per pochi istanti, dalle telecamere degli impianti. Partito con la seggiovia da Predazzo, gli occhi elettronici lo hanno filmato attorno alle 10.30, quando è sceso a Passo Feudo. Macchina fotografica al collo, scarponi da trekking e zaino sulle spalle (a fianco il frame ndr) lo si vede avviarsi in direzione del rifugio Torre Pisa. Ma non è dato sapere che percorso abbia affrontato. Tra quelli ipotizzati dall’agenzia di viaggi giapponese a cui si era affidato c’era l’escursione fino al lago di Carezza, ma il 63enne potrebbe aver scelto altre opzioni.
Accertato che la sera non si era ripresentato all’albergo di Vigo di Fassa dove alloggiava e dove un taxi lo aspettava all’indomani mattina (taxi che aveva prenotato lui stesso). L’allarme era stato lanciato proprio dall’hotel, a distanza però di quattro giorni, il 12 agosto. Solo allora erano iniziate le ricerche che avevano interessato gran parte del Latemar e che avevano mobilitato decine di uomini e cioè militari del soccorso alpino della Guardia di Finanza di Passo Rolle, volontari del soccorso alpino trentino e altoatesino e carabinieri della compagnia di Cavalese che hanno coordinato le operazioni, a cui si erano interessati anche Consolato e Commissariato del Governo. Ricerche a vasto raggio effettuate anche con droni, con ore di sorvolo da parte degli elicotteri, anche della Guardia di Finanza. Potendo contare su termocamere e unità cinofile, in particolare cani molecolari. Anche gli accertamenti sul telefono, sul traffico e sulle celle agganciate, non avevano portato a nulla, detto che il cellulare risultava già spento il giorno 12. Allora di Aramaki Nahoiro non era stata trovata traccia, per la disperazione della sorella che attendeva notizie in patria e che si sarebbe rassegnata all’idea di non poterlo più riabbracciare. Anche di non riuscire ad avere le sue spoglie. Tutti gli sforzi fatti purtroppo allora non avevano portato a nulla. E la situazione, a distanza di un anno, purtroppo non è cambiata.
La convinzione è che il turista nipponico, che era atterrato all’aeroporto di Venezia il 31 luglio 2024 e che prima di arrivare in Trentino aveva esplorato anche le montagne bellunesi, sempre in solitaria, potrebbe essersi perso, aver imboccato il sentiero sbagliato ed essere stato vittima di un incidente, di una caduta fatale. Che ha stravolto ogni programma del professore, che avrebbe dovuto proseguire il suo viaggio in Alto Adige, poi in Austria, Germania e Turchia. Invece tutto si è fermato l’8 agosto di un anno fa.
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