Rovereto
lunedì 20 Aprile, 2026
Rovereto salva il bike sharing: la Provincia dice addio alle bici verdi «e.motion», ma arrivano le stazioni virtuali via GPS
di Francesca Dalrì
La Provincia smantella il vecchio servizio entro il 2026, ma il Comune di Rovereto e la Comunità di Valle puntano su un nuovo sistema georeferenziato senza rastrelliere fisiche e con mezzi a pedalata assistita
Entro la fine del 2026 spariranno le biciclette verdi targate «e.motion» che dal 2014 si sono diffuse lungo l’asta dell’Adige arrivando a coprire 17 Comuni per un totale, in poco più di dieci anni, di 15.000 utenti, oltre 740.000 prelievi e quasi 1,7 milioni di chilometri pedalati in ambito urbano. Così ha deciso la Provincia, pronta a smantellare entro dicembre le 85 ciclostazioni oggi attive.
Due le ragioni: il superamento della vita utile tecnica dell’infrastruttura e il trend negativo registrato negli ultimi tre anni (“solo” 30.000 i prelievi nel 2025 a fronte del picco di quasi 100.000 prelievi toccato tra il 2021 e il 2022). Se le iconiche biciclette verdi sono dunque destinate a sparire, i roveretani non dovranno tuttavia rinunciare al servizio di bike sharing.
«Dopo la decisione della Provincia abbiamo fatto un’analisi puntuale per capire l’interesse del Comune di Rovereto rispetto al servizio, coinvolgendo la Comunità di valle – spiega l’assessore alla mobilità Andrea Miniucchi –. Un servizio di questo tipo merita infatti di essere mantenuto se trova riscontro nei numeri e se connette la città con i Comuni della Destra Adige».
La soluzione individuata dal Comune per portare avanti il servizio è ispirata a quella già usata nelle grandi città. «La vecchia infrastruttura basata sulle ciclostazioni verrà dismessa per lasciare spazio alle cosiddette stazioni virtuali – spiega il vicesindaco –. Attraverso la georeferenziazione del mezzo, l’utente smetterà di consumare credito nel momento in cui la bicicletta sarà parcheggiata nelle aree individuate. Non ci sarà quindi alcun rischio di ritrovare le bici in mezzo alla strada o ai marciapiedi, così come posso assicurare che il servizio rimarrà dedicato alle due ruote e non prevederà monopattini». In pratica, sull’applicazione utilizzata, gli utenti visualizzeranno le stazioni più vicine a loro, delimitate tramite Gps, e saranno obbligati a parcheggiare il mezzo all’interno di quelle aree. Il vantaggio delle stazioni virtuali è che, a differenza di quelle fisiche, non necessitano di infrastrutture metalliche, anche se spesso sono comunque contrassegnate a terra da delle strisce o attraverso l’impiego di segnaletica verticale (come nell’esempio in foto). La maggior parte dei mezzi sarà a pedalata assistita (oggi su 420 bici verdi dislocate lungo l’asta dell’Adige, 180 sono a pedalata assistita).
Se la volontà politica è dunque chiara, resta da affinare la strategia da adottare, in particolare con la Comunità di valle. La proposta roveretana è stata presentata ai sindaci lagarini venerdì in occasione della riunione informale per il bypass ferroviario (si veda l’articolo sotto). «Da parte della Comunità di valle possiamo confermare la volontà politica di continuare a investire su questo servizio – afferma il presidente Alberto Scerbo –. La mobilità sostenibile è il fiore all’occhiello delle politiche che stiamo portando avanti come Comunità e più in generale come Vallagarina anche per ovviare alle criticità legate alla viabilità».
I sindaci si sono detti interessati, ma hanno chiesto di valutare prima i dati di utilizzo dell’attuale servizio, il costo preventivato per quello futuro e capire quale sarà la soluzione a livello gestionale quando non ci sarà più l’appalto provinciale. Dal canto suo Rovereto nell’assestamento di bilancio ha già impegnato 70 mila euro per il progetto. «Da soli saremmo fuori mercato – spiega Miniucchi –, ma se i Comuni lagarini investiranno tramite la Comunità una piccola quota a sostegno del progetto, il servizio potrà continuare».
L'iniziativa
Bypass, i sindaci della Vallagarina al lavoro per un documento unitario da presentare a Rfi: «Una sintesi di tutte le osservazioni ed esigenze»
di Francesca Dalrì
Il presidente della Comunità di valle Alberto Scerbo: «Progetto che avrà impatto su tutto il territorio, vanno salvaguardati centri abitati e sottosuolo»